Milano, 19 ottobre 2026. Gruppi di giovani incappucciati hanno sfondato le vetrine dei negozi del centro, depredato la merce esposta e poi pubblicato i video del bottino sui social, ribattezzando le rapine con la formula ideologica di «esproprio proletario a Milano». Secondo quanto riporta DAGOSPIA, il comunicatore politico Raffaele Giuliani, 23 anni, nuovo volto della sinistra social, ha definito proprio così l'assalto ai negozi della città meneghina.
Il contesto è quello di due giorni di guerriglia urbana legata alla protesta sul carovita. Come riferisce RaiNews, i fermi sono stati 200, mentre a Bologna i danni ammontano a 250 mila euro, con il cantiere del tram danneggiato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di «violenze inaccettabili» esprimendo «piena solidarietà alle Forze dell'ordine», riporta ANSA, che segnala anche la paura di nuovi disordini e la chiusura dei negozi del lusso.
Cosa è successo a Milano: il «Movimento 17 ottobre» rivendica i saccheggi
Dietro i raid c'è il neonato «Movimento 17 ottobre», che ha aperto una pagina social da cui lancia la sfida: manifestazioni ogni sabato contro il governo. Lo racconta MilanoToday, evidenziando come tra i pochi filmati diffusi compaia quello dei saccheggiatori che donano parte della refurtiva a un senzatetto, il tutto etichettato come «esproprio proletario a Milano».
Secondo Fatti & Avvenimenti, i giovani coinvolti sarebbero stati circa 2.000, molti vestiti di nero e incappucciati. La sfida alle istituzioni è aperta, mentre la città si chiede come rispondere a chi ha trasformato il centro in un campo di battaglia.
Chi è Raffaele Giuliani, il 23enne che festeggia i saccheggi
Giuliani ha ventitré anni, duecentomila follower e una maglia rossa di Che Guevara sotto la giacca. Non è un leader politico, ma si comporta come se lo fosse già. Nei giorni scorsi ha festeggiato la vittoria del no al referendum con un reel in cui dichiara: «Abbiamo vinto», come riportato dall'articolo di Francesca Barra per L'Espresso del 30 marzo 2026, citato da DAGOSPIA.
Il giovane comunicatore, che ha frequentato le piazze e le manifestazioni per il no al referendum, ammette di voler entrare in politica. Le sue priorità sono già un programma: «Educazione sessuo-affettiva, la patrimoniale», parole che dicono tutto su quale sinistra sogna questo ragazzo.
E qui veniamo al punto dolente. Il PD, secondo DAGOSPIA, avrebbe addirittura ipotizzato la candidatura di Giuliani a sindaco di Terni. Se questa è la futura classe dirigente dem, gli elettori di centrosinistra possono mettersi il cuore in pace: con questi sinistrelli allo sbando all'opposizione, Giorgia Meloni rischia di governare altri cento anni.
L'ideologia del furto: quando la rapina diventa «resistenza»
Il punto non è solo un video di cattivo gusto. Il punto è che una parte della sinistra italiana, quella che si muove sui social e nelle piazze, sta legittimando la violenza come strumento politico. Spaccare una vetrina non è protesta. Rubare merce non è lotta al carovita. Donare il bottino a un senzatetto non trasforma una rapina in un atto di giustizia sociale, semmai la aggiunge alla beffa.
Chiamare «esproprio proletario» il saccheggio è il linguaggio della guerriglia anni Settanta travestito da contenuto TikTok. E la definizione arriva da chi, come Giuliani, viene presentato come nuovo enfant prodige della comunicazione progressista. Il ragazzo che si autodefinisce «resistente all'algoritmo» e denuncia la propaganda dei social è lo stesso che regala una copertura ideologica a chi devasta il centro di Milano.
Mattarella, va riconosciuto, non ha usato mezzi termini: violenze inaccettabili e piena solidarietà alle forze dell'ordine. Parole chiare, che però cozzano con il silenzio imbarazzato di gran parte del mondo politico di sinistra davanti ai saccheggi. Nessuna condanna netta del «Movimento 17 ottobre», nessun distacco dai 2.000 incappucciati che hanno promesso di tornare ogni sabato.
Perché la sinistra social è un problema per il Paese
La vicenda Milano racconta qualcosa di più grande. La sinistra italiana, dopo la sconfitta referendaria, non ha un progetto. Ha un algoritmo, qualche influencer pallidello con la maglietta del Che e la scusa del carovita per giustificare il caos. La stessa sinistra che elegge Silvia Salis a Genova e sogna Elly Schlein riscattata, come ha detto Giuliani stesso a L'Espresso, è quella che oggi guarda ai saccheggiatori come a un esercito da cavalcare.
Intanto i commercianti di Milano contano i danni, le forze dell'ordine si preparano al prossimo sabato e i negozi del lusso abbassano le saracinesche per paura. Il popolo che lavora, quello vero, paga ancora una volta per la retorica di chi confonde la protesta con il crimine. E il Paese osserva, prende nota e voterà.
Domande frequenti
Cosa significa «esproprio proletario a Milano»?
È la dicitura usata dalla pagina social del «Movimento 17 ottobre» per etichettare i saccheggi dei negozi del centro di Milano, accompagnati da un video in cui parte della refurtiva viene donata a un senzatetto.
Chi è Raffaele Giuliani?
È un comunicatore politico social di 23 anni, con circa 200 mila follower, considerato tra i nuovi volti della sinistra italiana. Secondo DAGOSPIA ha definito «esproprio proletario» l'assalto ai negozi di Milano.
Quanti fermi ci sono stati a Milano?
Secondo RaiNews i fermi sono stati 200, nel quadro di due giorni di guerriglia legata alla protesta sul carovita.
