Roma, 17 ottobre 2026. Javier Bardem ha ricevuto il premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma, ma del premio si parlerà poco. Sul tappeto rosso dell'Auditorium Parco della Musica, l'attore spagnolo ha infatti scelto di usare la vetrina per una dichiarazione pesantissima: paragonare il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Mussolini e Hitler.
La frase, riportata da ANSA.it, è di una chiarezza imbarazzante. Secondo Bardem, quando i cittadini rinunciano alle proprie responsabilità, «arrivano Mussolini, Hitler, Netanyahu». Tre nomi nella stessa frase, come se la storia del Novecento e il conflitto in Medio Oriente fossero la stessa cosa. È il solito vizio delle star di Hollywood: la platea mondiale, il microfono acceso, e la lezione di storia a senso unico.
Cosa ha detto esattamente Bardem sul red carpet
Chiesto dai giornalisti cosa amasse della capitale, Bardem ha prima risposto con garbo, citando poeti, scrittori, pittori e musicisti che hanno raccontato Roma meglio di quanto potrà mai fare lui. Poi però è arrivata la sterzata politica.
«Poi può esserci Mussolini, se abbandoniamo le nostre responsabilità di cittadini e diamo potere a chi è assolutamente contrario ai diritti umani fondamentali», ha detto l'attore secondo ANSA.it. E poi il colpo: «Ma questo è anche Franco, e questo è Hitler, e questo è Netanyahu».
Nessuna distinzione, nessuna precisazione. Un leader democraticamente eletto in Israele messo sullo stesso piano dei due dittatori che hanno devastato l'Europa e del franchismo spagnolo. Un paragone che in diversi paesi europei, Germania in testa, porterebbe dritti in tribunale, ma che sul red carpet di un festival del cinema passa per pensiero profondo.
Il premio alla carriera consegnato da Sorrentino
La cerimonia si è svolta alla Sala Sinopoli, dove il premio è stato consegnato da Paolo Sorrentino, alla presenza della direttrice artistica della Festa Paola Malanga e del presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi, come riferisce
