Tre motociclisti sono morti a Roma in sole 48 ore, tra Castel di Leva, l'Eur e la Romanina. Il bilancio, ricostruito da Il Mattino, conferma la Capitale come uno dei territori più pericolosi d'Italia per chi va su due ruote.
Il primo a perdere la vita era stato Manolo Bracaglia, 41 anni, sbalzato dalla sua Kawasaki Ninja lungo via Falcognana a Castel di Leva. Poi, venerdì 16 ottobre all'alba, la tragedia si è ripetuta in piazzale Guglielmo Marconi all'Eur, e nel tardo pomeriggio di giovedì alla Romanina. Per Achille Scognamillo e Michele Alagia non c'è stato nulla da fare.
L'incidente all'Eur: morto Scognamillo, gravissima la passeggera
Intorno alle quattro del mattino di venerdì, in piazzale Guglielmo Marconi, l'allarme è scattato per uno schianto che non ha lasciato scampo. Secondo la ricostruzione degli agenti del gruppo Tintoretto, Achille Scognamillo era alla guida di una Honda Hornet quando, all'altezza del civico 30, ha perso il controllo del mezzo. Il centauro è stato sbalzato dalla moto insieme alla passeggera, una romana di 34 anni.
Scognamillo, originario di Cetara in provincia di Salerno, avrebbe compiuto 42 anni il prossimo 26 ottobre. Viveva da diversi anni a Roma. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo la rianimazione, ma senza successo. La passeggera è stata trasportata in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Eugenio, dove resta ricoverata in terapia intensiva. Come riporta anche RomaLife24, le condizioni della donna sono gravissime.
Sono stati alcuni automobilisti di passaggio a chiedere l'intervento dei soccorsi. I primi accertamenti escludono il coinvolgimento di altri veicoli. I caschi bianchi stanno ora analizzando le immagini di videosorveglianza che avrebbero ripreso l'intera sequenza. La moto è stata sequestrata e nelle prossime ore verrà eseguita la perizia tecnica per accertare la velocità al momento dell'impatto.
La Romanina: Fiat Panda contro Yamaha, morto Michele Alagia
Il secondo capo d'imputazione di queste 48 ore nere arriva dalla Romanina. Michele Alagia, romano di 59 anni, era in sella alla sua Yamaha quando, all'incrocio fra via Leopoldo Micucci e via del Ponte delle Sette Chiese, è stato travolto da una Fiat Panda guidata da una 73enne. La donna si è fermata a prestare i primi soccorsi.
I sanitari del 118 hanno stabilizzato il centauro, trasportato in codice rosso al policlinico Tor Vergata, dove è deceduto ieri mattina all'alba. Gli agenti del gruppo Tuscolano della polizia municipale ipotizzano che uno dei due mezzi non abbia rispettato la precedenza. Anche in questo caso è stata disposta una perizia tecnica e il sequestro dei due veicoli. Repubblica conferma che le indagini sono affidate alla polizia locale.
I numeri che fanno paura: Roma capolista nera della strada
Il dato che emerge da queste ore drammatiche è quello di una città che non riesce a fermare l'emorragia di vittime. Dallo scorso gennaio sono 73 i morti per incidente stradale tra Roma e provincia. Gli incidenti totali sono saliti a 18.338, contro i 16.772 del 2025. I feriti gravi sono aumentati a 90, contro i 74 dell'anno scorso.
Secondo gli ultimi dati Aci-Istat presentati il 15 ottobre, nel 2025 nella provincia di Roma si sono registrati 14 ciclisti morti, contro i 3 del 2024. Un salto che fa impressione e che rispecchia la crescita nazionale delle vittime sulle due ruote. I pedoni deceduti sono stati 48, in calo del 26,2% rispetto all'anno precedente, ma sempre un numero che non ha paragoni: Milano ferma a 18 morti, Torino a 16, Napoli a 15.
Roma è anche tra le province con il maggior numero di vittime in monopattino: tre, lo stesso dato registrato a Torino. Numeri che raccontano una città dove gli utenti più fragili, ciclisti, motociclisti, pedoni, pagano il prezzo più alto. Come evidenzia Il Gazzettino, si parla ormai apertamente di una strage dei centauri.
Sicurezza stradale: la questione che il Paese non può più rimandare
Dietro questi numeri c'è anche una questione di ordine pubblico e di cultura della guida. Chi gira per la Capitale lo sa: controlli saltuari, strade dissestate, incroci dove la precedenza è un optional. E mentre le istituzioni locali discettano di mobilità sostenibile e di altre beghe ideologiche, i fatti parlano: 73 morti da gennaio, e un weekend che rischia di aggiungere nuovi nomi a questa lista.
Le indagini del gruppo Tintoretto e del gruppo Tuscolano dovranno chiarire le dinamiche esatte dei due ultimi incidenti. Le perizie sui mezzi sequestrati sono già state disposte. Intanto le famiglie di Bracaglia, Scognamillo e Alagia piangono tre vite spezzate, e la Capitale fa i conti con un bilancio che non smette di peggiorare.
Domande frequenti
Chi sono i tre motociclisti morti a Roma in 48 ore?
Manolo Bracaglia, 41 anni, morto a Castel di Leva; Achille Scognamillo, 41 anni, originario di Cetara, morto all'Eur; Michele Alagia, romano di 59 anni, morto alla Romanina dopo lo scontro con una Fiat Panda.
Come è avvenuto l'incidente all'Eur?
Secondo la polizia municipale, Scognamillo ha perso il controllo della sua Honda Hornet in piazzale Guglielmo Marconi intorno alle quattro del mattino del 16 ottobre. Non risultano altri veicoli coinvolti. La passeggera, 34 anni, è ricoverata in terapia intensiva al Sant'Eugenio.
Quanti morti sulla strada ci sono stati a Roma nel 2026?
Da gennaio sono 73 i deceduti per incidente stradale tra Roma e provincia, con 18.338 incidenti totali e 90 feriti gravi, dati in aumento rispetto al 2025.
