Massimo Garavaglia scende in campo contro Matteo Salvini. Mercoledì 14 ottobre il senatore ed ex ministro del Turismo ha annunciato la sua candidatura alla segreteria federale della Lega in vista del congresso di domenica 25 ottobre, come riportato da MALPENSA24. «C'è un congresso, sono della Lega e mi candido», ha detto l'esponente padano, mettendo fine a giorni di indiscrezioni rilanciate da Il Foglio e confermate poi da un'agenzia Ansa.
La sfida è interna, ma il messaggio è chiaro: c'è una parte del Carroccio che non si riconosce nella linea del Capitano e che vuole riportare il partito alle sue radici. Garavaglia, 58 anni, nato a Cuggiono nel 1968, è un leghista della prima ora, cresciuto alla scuola di Umberto Bossi e delle teorie di Gianmario Miglio. La sua carriera politica è iniziata nel 1999 come sindaco di Marcallo con Casone, dove ha governato per dieci anni consecutivi con una maggioranza interamente leghista, senza alleanze con il resto del centrodestra, come ricostruisce Altomilanese.
Da Marcallo con Casone alla sfida per la segreteria
La storia politica di Garavaglia affonda le radici nel territorio. Laureato in Economia e Commercio e in Scienze politiche, consulente aziendale di professione, ha mosso i primi passi nel paese che lui stesso ha ribattezzato Marcall cunt al Cason, da sempre feudo democristiano. Nel 1994, giovanissimo, si è candidato per il consiglio comunale, tappezzando i cartelloni elettorali con i manifesti contro «Roma ladrona». La campagna elettorale di allora era tutta un programma: la lotta al centralismo romano, il federalismo, l'orgoglio padano.
Nel 1999 è arrivata la vittoria come capolista del Carroccio, in un paese che non aveva più incentivi per votare. Garavaglia aveva 31 anni e tanta voglia di fare. Il Comune lo ha rivoltato come un calzino: strutture ricreative, recupero di immobili storici abbandonati, dalla villa che oggi ospita il Municipio alla vecchia chiesetta di San Marco trasformata in spazio culturale. E poi il colore, quello che non si dimentica: la circonvallazione del paese, realizzata con l'avvento della linea Tav in variante alla provinciale 31, l'ha chiamata viale Padania. Le strisce dei passaggi pedonali interne al perimetro urbano, dove si viaggia a 30 all'ora, sono state dipinte di verde padano.
Cinque anni dopo è stato rieletto sindaco con un plebiscito, premiato per il suo essere sempre tra la gente, in sella alla sua amata Vespa, parlando in dialetto e spesso indossando la maglia dell'Inter. Un modo di fare politica che piaceva anche fuori dal paese.
Una carriera tra Parlamento, Regione e Governo
Nel 2006, mentre era ancora sindaco, è stato candidato al Parlamento ed eletto. Da lì è iniziata una scalata che lo ha portato a ricoprire incarichi di primo piano: capogruppo della Lega nella commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, poi senatore nel 2008, diventando il più giovane senatore della Repubblica Italiana a quarant'anni. Rieletto, si è dimesso per accettare l'incarico di assessore all'Economia in Regione Lombardia, propostogli dall'amico Roberto Maroni.
Nel 2018 è tornato in Parlamento, eletto nel collegio uninominale di Legnano, e ha assunto il ruolo di viceministro all'Economia e Finanze nel governo Conte. Dopo la crisi del Conte II, è entrato nell'esecutivo di Mario Draghi come ministro del Turismo. Vicino alle posizioni di Giancarlo Giorgetti, è da sempre tra i principali fautori della flat tax. Alle ultime Politiche la Lega gli ha riservato un collegio sicuro: Novara, collegio uninominale Piemonte 2.
Nel 2023 è stato eletto senatore in un collegio del Piemonte. Ma il legame con Marcallo con Casone non si è mai spezzato. Nel 2009 non si è ripresentato come sindaco, ma la Lega aveva ormai un gruppo di dirigenti capaci che ha rivinto le elezioni senza problemi. Alle ultime Amministrative, però, la moglie Marina Roma, dopo cinque anni da sindaco, non è riuscita a riconfermarsi. Un segnale che qualcosa, nel fortino leghista, si è incrinato.
«Non siamo un partito di estrema destra»
La candidatura di Garavaglia non è solo una questione di poltrone. È una presa di posizione politica precisa. «La Lega non è di estrema destra», ha dichiarato il senatore, come riportato da La Repubblica. Una frase che suona come una critica diretta alla linea salviniana, sempre più sbilanciata su posizioni sovraniste e identitarie, e che secondo Garavaglia rischia di allontanare il partito dal suo elettorato storico.
Il congresso del 25 ottobre sarà il momento della verità. Da una parte Salvini, forte del suo ruolo di leader incontrastato e del controllo dell'apparato. Dall'altra Garavaglia, che porta con sé il peso di una militanza lunga trent'anni e la credibilità di chi ha amministrato con successo un comune per un decennio. La sfida è aperta, e il risultato non è scontato.
Il senatore padano incarna l'anima più moderata del Carroccio, quella meno urlata e più capace di interpretare le istanze del popolo lombardo. Un profilo che potrebbe attrarre quell'elettorato deluso dalla deriva estremista e che guarda con nostalgia alla Lega delle origini, quella di Bossi e del federalismo, quella che parlava di lavoro e di tasse, non di muri e di respingimenti.
Le conseguenze per il centrodestra
La candidatura di Garavaglia apre uno scenario inedito nel centrodestra. Se dovesse vincere, la Lega cambierebbe pelle, tornando a essere un partito di governo più che di opposizione, con un rapporto diverso con Bruxelles e con gli alleati di coalizione. Se dovesse perdere, resterebbe comunque un segnale forte: una parte del partito non ci sta, e la linea di Salvini non è più egemone come un tempo.
Per Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, la sfida interna al Carroccio è un fatto da osservare con attenzione. Un alleato più moderato e meno conflittuale potrebbe rendere più stabile la coalizione, ma potrebbe anche indebolire la spinta sovranista che ha caratterizzato il governo. Molto dipenderà da chi vincerà il 25 ottobre.
Intanto Garavaglia continua a fare quello che ha sempre fatto: parlare con la gente, in dialetto, senza troppi giri di parole. La sua campagna per la segreteria è appena cominciata, ma il messaggio è già chiaro. La Lega non è di estrema destra, e chi lo pensa si sbaglia.
Domande frequenti
Chi è Massimo Garavaglia?
Massimo Garavaglia è un senatore della Lega, nato a Cuggiono nel 1968. È stato sindaco di Marcallo con Casone dal 1999 al 2009, senatore dal 2008, assessore all'Economia in Regione Lombardia, viceministro all'Economia e ministro del Turismo nel governo Draghi.
Quando si terrà il congresso della Lega?
Il congresso federale della Lega è in programma domenica 25 ottobre 2026. In quell'occasione si voterà per la segreteria federale, con la sfida tra Matteo Salvini e Massimo Garavaglia.
Perché Garavaglia dice che la Lega non è di estrema destra?
Garavaglia intende marcare la differenza rispetto alla linea salviniana, sempre più orientata su posizioni sovraniste e identitarie. Secondo il senatore, la Lega deve restare un partito di governo, capace di interpretare le istanze del popolo lombardo senza scivolare su posizioni estreme.
