Elezioni a maggio? Il centrodestra prepara il colpo, ma Meloni tiene tutti sulla corda
I segnali di un voto anticipato in primavera si fanno sempre più concreti, e non è un caso. Che la nuova legge elettorale passi o meno, Giorgia Meloni ha già le idee chiare: se il Parlamento le volta le spalle, si va dritti al Colle e poi a casa. Parola della premier, ripetuta ieri da Giovanni Donzelli, organizzatore di Fratelli d'Italia, che ha messo nero su bianco il concetto: chiedere la fiducia e perderla sarebbe una follia, un'umiliazione intollerabile per chi governa. Il verdetto arriverà giovedì, quando la Camera voterà a scrutinio segreto, un'arma che le opposizioni hanno voluto per mettere in imbarazzo il governo. Ma il centrodestra non trema: anzi, sembra quasi desiderare lo scontro.
L'ipotesi election day: voto a maggio con le Comunali?
Il ministro Tommaso Foti ha usato parole misurate, ma nel linguaggio politico anche il silenzio parla. Ha detto che è prematuro parlarne, che deciderà la premier, che spetta al presidente della Repubblica fissare la data. Ma non ha escluso nulla. E quando un ministro non esclude, vuol dire che sta preparando il terreno. Più esplicito Lucio Malan, capogruppo di Fdi al Senato: votare a settembre sarebbe un errore, con la legge di Bilancio da portare a casa e una campagna elettorale troppo corta. Meglio maggio, magari in concomitanza con le amministrative di Roma, Milano, Torino e Napoli. Un election day che potrebbe dare una spinta decisiva ai candidati sindaci del centrodestra. Poi, come sempre, la retromarcia: la legislatura deve andare avanti fino al 2027, ha chiarito. Ma ormai il danno è fatto, e tutti hanno capito che l'ipotesi è più che concreta.
La mossa di Meloni: proteggersi dall'AI per la campagna elettorale
La premier non lascia nulla al caso. Ha registrato la propria voce all'ufficio marchi dell'Ue per impedire che l'intelligenza artificiale la cloni in video e audio falsi. Una mossa che i suoi stessi collaboratori leggono come un preparativo alla campagna elettorale. E non hanno torto. Nel centrodestra, intanto, gli alleati si interrogano. Antonio Tajani ha chiesto ai suoi dirigenti di Forza Italia quando preferirebbero andare al voto: maggio o autunno? Tutti hanno scelto l'autunno, ma la decisione finale non spetta a loro. E c'è chi ricorda il 2001, quando Tajani corse per il Campidoglio insieme alle Politiche e perse di misura contro Veltroni. Una lezione che pesa.
Vannacci in calo, ma il vero nemico è la crisi internazionale
Il sondaggio Swg per il Tg di La7 fotografa Futuro Nazionale in leggero calo, al 7,8%, mentre tutti i partiti del centrodestra crescono. Ma è presto per cantare vittoria. Il vero spartiacque saranno i fattori esterni: il prezzo del petrolio, l'inflazione, le guerre in Medio Oriente e in Ucraina. Se la situazione peggiorasse, il centrodestra avrebbe tutto l'interesse a correre ai ripari e andare al voto prima che sia troppo tardi. Nel frattempo, il governo ha posto la fiducia sui primi tre articoli della riforma elettorale, una mossa che accorcia i tempi e mette le opposizioni con le spalle al muro. Loro gridano allo schiaffo al Parlamento, ma è la politica, bellezza. Oggi si vota sui primi due articoli, domani sul terzo, giovedì il verdetto finale. E poi si vedrà.
Quando si vota? Le domande che tutti si fanno
Le elezioni anticipate si terranno davvero a maggio?
Non è ufficiale, ma i segnali sono forti. Fdi spinge per un election day con le Comunali, e Meloni ha il coltello dalla parte del manico. Se la riforma elettorale passa, il voto potrebbe essere anticipato alla primavera 2027.
Cosa succede se la legge elettorale non viene approvata?
Meloni ha già detto che si va a casa. Se il governo perde la fiducia sul provvedimento, la premier salirà al Colle e chiederà lo scioglimento delle Camere. Sarebbe una mossa rischiosa, ma la leader di Fdi non ha paura del voto.
Perché il centrodestra vuole votare insieme alle Comunali?
Perché l'elezione dei parlamentari potrebbe trainare i candidati sindaci del centrodestra, come dimostra la storia di Tajani nel 2001. Un calcolo politico che potrebbe rivelarsi vincente.