Prima le minacce di morte in un bar, poi l'inseguimento in scooter, infine l'arrampicata su un'impalcatura per raggiungere il balcone della cucina della sua ex. È finita con l'arresto per atti persecutori un uomo di 53 anni, fermato nella notte tra il 13 e il 14 ottobre a Casandrino, in provincia di Napoli, dopo l'intervento dei Carabinieri della Stazione di Grumo Nevano con il supporto della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caivano, come riporta la Repubblica.
La vittima, una donna di 49 anni, lo aveva già denunciato a luglio e ad agosto. Sulla vicenda era già aperto un procedimento per Codice Rosso. Le segnalazioni, però, non avevano fermato il 53enne, che avrebbe continuato a cercarla con telefonate, appostamenti e comportamenti invasivi. Una storia che si trascina da mesi e che racconta, ancora una volta, quanto poco basti perché una donna che ha già chiesto aiuto si ritrovi sola davanti al proprio persecutore.
L'aggressione nel bar: «O sei mia o sei di nessun altro»
Tutto comincia nel tardo pomeriggio del 13 ottobre. Dopo una serie di telefonate insistenti, alle quali la donna decide infine di rispondere, l'uomo la raggiunge in un bar di Grumo Nevano, dove lei si trova in compagnia di un'amica. L'incontro, che lui presenta come un chiarimento, degenera in pochi istanti.
Tra minacce e insulti, l'uomo afferra la donna per un braccio e tenta di sottrarle il telefono custodito nella borsa. Non ci riesce, allora la strattona e la tira per i capelli, spingendole la testa verso il basso fino a farle lasciare la presa dello smartphone. Quando la donna riesce a riprendersi il telefono ed esce dal locale per tornare a casa in auto, l'uomo la insegue in scooter, cercando di ostacolarla lungo la strada, per poi allontanarsi.
I Carabinieri hanno acquisito le immagini della videosorveglianza del bar, che confermano la violenza esercitata per sottrarle il telefono, e hanno documentato con fotografie un livido sul braccio della donna, come riferisce il Mattino. Le telecamere, insomma, hanno cristallizzato quella scena: un uomo che non accetta un rifiuto e che trasforma un chiarimento in un'aggressione.
«Aiuto, è sotto casa»: la telefonata che ha salvato la donna
Il peggio deve ancora venire. Poco prima delle 21.40, la donna, rientrata nella propria abitazione a Casandrino, si accorge che la corrente elettrica è improvvisamente saltata. Si affaccia allo spioncino e vede l'uomo fuori dalla porta. Presa dal panico, chiama la caserma di Grumo Nevano.
«Aiuto, è sotto casa». Sono le 21.40 quando il carabiniere di servizio risponde al telefono e sente questa frase. Il militare allerta la Centrale Operativa della Compagnia di Caivano che invia sul posto una gazzella della Radiomobile.
Passano dieci minuti e i Carabinieri arrivano davanti al palazzo, trovando la scena descritta dalla donna. L'uomo si è arrampicato su un'impalcatura presente sul retro dello stabile, utilizzata per lavori di restauro. È sul balcone della cucina e, appostato accanto alla grata della finestra, attende che lei esca. «Mi devi aprire, mi devi aprire». I militari hanno bloccato il 53enne e lo hanno portato in caserma, come ricostruisce Cronache della Campania.
Accertata l'assenza di energia elettrica, poi ripristinata attivando il contatore al piano inferiore dello stabile: era stata verosimilmente tolta dall'uomo. Un dettaglio che dice tutto sulla premeditazione. Non un raptus, non una scenata improvvisa: un uomo che taglia la corrente per costringere la ex a uscire di casa, e che nel frattempo si arrampica su un'impalcatura pur di arrivare alla sua finestra.
Due denunce e un Codice Rosso: perché nessuno lo ha fermato prima
Il quadro emerso dal racconto della vittima e dagli accertamenti dei Carabinieri è quello di una vicenda che si trascina da mesi. La donna aveva già denunciato l'uomo a luglio e ancora ad agosto, e sulla vicenda era già aperto un procedimento per Codice Rosso. Le segnalazioni, tuttavia, non avevano fermato il 53enne.
È il punto che dovrebbe far riflettere. Perché il Codice Rosso esiste proprio per intervenire in fretta su questi casi, per spezzare la catena prima che sia troppo tardi. E invece, ancora una volta, è stata una donna a doversi salvare da sola, con una telefonata ai Carabinieri mentre il suo persecutore era appeso a un'impalcatura fuori dalla sua cucina.
Questa notte lo stalker è stato arrestato e trasferito in caserma. L'accusa è di atti persecutori. Non è la prima volta che una storia del genere finisce con un arresto, e non è la prima volta che ci si chiede perché ci sia voluto così tanto. La differenza, stavolta, l'ha fatta la prontezza di una donna che ha chiamato i soccorsi e di una gazzella arrivata in dieci minuti. Ma non tutte hanno la stessa fortuna, e non tutte trovano un'impalcatura da cui essere viste.
Domande frequenti
Dove è avvenuto l'arresto dello stalker?
A Casandrino, in provincia di Napoli. L'uomo è stato bloccato dai Carabinieri della Stazione di Grumo Nevano, con il supporto della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caivano, mentre si trovava sul balcone della cucina dell'abitazione della ex compagna.
Quando è stato arrestato il 53enne?
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre. La donna aveva chiamato la caserma di Grumo Nevano alle 21.40, dopo aver visto l'uomo fuori dalla porta di casa.
Cosa rischia l'uomo accusato di stalking?
Il 53enne è indagato per atti persecutori, il reato previsto dall'articolo 612-bis del codice penale e inserito tra i reati da Codice Rosso. Sulla vicenda era già aperto un procedimento, dopo le denunce presentate dalla donna a luglio e ad agosto.
