Sei sfide, cinque sconfitte e un pareggio per 0-0: da due anni l'Inter è il muro che il Como di Cesc Fabregas non riesce a scavalcare, nonostante i nove gol rifilati agli avversari in Champions League. Domenica, a San Siro, arriva il settimo round di una rivalità che nel frattempo è diventata uno dei confronti più tesi del campionato italiano.
Lo spagnolo, reduce dal trionfo europeo per 9-1, non ha mai battuto i nerazzurri dalla promozione in Serie A. Il miglior risultato resta lo 0-0 dello scorso anno al Sinigaglia, nella semifinale d'andata di Coppa Italia. Prima due doppio 2-0 nel 2024-25 con Simone Inzaghi in panchina, poi 4-0 e 4-3 in campionato, infine il 3-2 nella semifinale di ritorno a San Siro. E negli ultimi due scontri il Como è sempre stato rimontato, come ricostruisce l'analisi de La Gazzetta dello Sport.
Come mai il Como crolla sempre contro l'Inter
La spiegazione sta nei dettagli tattici. Nel 4-0 del 6 dicembre 2024, con reti di Lautaro, Thuram, Calhanoglu e Carlos Augusto, l'Inter dominò dal primo all'ultimo minuto, pressando alto i centrali comaschi e soprattutto il portiere Butez. Ucire sul portatore di palla con aggressività è stata l'arma che ha fatto più male a Fabregas, che su questo fronte ha sofferto più di ogni altro.
Diverso il discorso per le ultime due sfide, entrambe iniziate alla grande dal Como. Il 12 aprile, in campionato, Valle e Nico Paz portarono Fabregas sul 2-0 e sfiorarono più volte il terzo gol, salvo poi cedere le redini del gioco a un'Inter tutt'altro che rassegnata. Thuram e Dumfries firmarono due doppiette, mentre il Como mise solo la band onesta con il rigore di Da Cunha a pochi minuti dalla fine.
Il 3-2 di Coppa Italia: la rimonta più bruciante
Forse la sconfitta più rovinosa delle cinque è arrivata nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Il Como si presentò a San Siro col piglio spavaldo di chi puntava alla finale, e per un bel pezzo di partita Nico Paz, Douvikas e Baturina si scambiarono le posizioni in attacco, impedendo ai centrali nerazzurri di costruire dal basso. Chivu rispose abbassando sulla linea di Acerbi uno tra Barella e Calhanoglu, trasformando la difesa in un quattro simulato.
Poi, dopo due gol che misero un piede in finale, Fabregas cedette nuovamente. L'Inter rimontò negli ultimi venti minuti con Calhanoglu e Sucic. Secondo La Gazzetta dello Sport, a fare la differenza furono la tenuta mentale del gruppo nerazzurro e la mancanza di esperienza dei lariani.
Il retroscena: quando l'Inter cercò Fabregas
L'intreccio tra i due allenatori va oltre il campo. Dopo l'addio di Simone Inzaghi, volato in Arabia Saudita nel 2025, i vertici nerazzurri sondarono proprio lo spagnolo per la panchina. Ma il proprietario inglese Suwarso si mise di mezzo, ricostruendo, come scrive Marco Barzaghi, un vero e proprio assedio attorno a Mozzate e al centro sportivo: Cesc resta con noi. L'Inter virò allora su Chivu, ex Parma, che alla prima stagione è diventato campione d'Italia e vincitore di Coppa Italia.
Come ricorda il Corriere della Sera, la storia tra Fabregas e l'Inter dura in realtà da 23 anni di occasioni sfiorate, e Ausilio aveva già provato a convincerlo per il dopo Inzaghi. Lo spagnolo ha sempre stimato i nerazzurri e l'ha ribadito più volte, anche dopo le sconfitte: dopo aver battuto la Roma spiegò di aver preparato la partita studiando l'Inter di Inzaghi, l'allenatore che aveva fatto più male a Gasperini.
Il rapporto tra i due club nel frattempo si è fatto sempre più teso: dal mancato approdo di Fabregas sulla panchina interista alle frecciate a Javier Zanetti sul caso Nico Paz, passando per le rimonte dell'anno scorso, la semplice sfida di campionato è diventata una rivalità dichiarata.
Chivu prepara la mossa anti-Como
Nel frattempo, a San Siro si lavora all'antidoto. Come riferisce SportMediaset, Chivu punterebbe su Pio Esposito per liberare Thuram, ma la formazione anti-Fabregas non è ancora decisa: il terzetto inglese potrebbe non vedere tutti e tre i suoi elementi in campo dal primo minuto, con Spence favorito per un posto da titolare e Jones e Stones destinati inizialmente alla panchina.
Il Quotidiano Sportivo indica in Bastoni la carta in più dei nerazzurri. Il dato di fondo resta eloquente: il Como non ha mai battuto l'Inter dalla promozione, e per due volte è passato avanti 2-0, una in campionato e una in Coppa Italia, perdendo in rimonta in entrambi i casi. L'Inter gioca da anni per ribadire sé stessa, granitica e statica nella sua identità, mentre il Como è un organismo in continua crescita, dinamico ma ancora incapace di chiudere i conti quando la posta si alza.
Domande frequenti
Quante volte Fabregas ha affrontato l'Inter?
Sei volte dalla promozione del Como in Serie A, con cinque sconfitte e un pareggio per 0-0 nello scorso campionato.
Qual è stato il miglior risultato del Como contro l'Inter?
Lo 0-0 dello scorso anno al Sinigaglia, nella semifinale d'andata di Coppa Italia.
Perché il Como perde sempre contro l'Inter?
Secondo l'analisi de La Gazzetta dello Sport, la chiave sta nell'aggressività nerazzurra sul portatore di palla e nella tendenza comasca a non snaturarsi nemmeno in svantaggio, unita a una minore tenuta mentale ed esperienza nei momenti decisivi.
