Un ragazzo di 15 anni sogna di diventare critico musicale, riempie quaderni di recensioni e progetti, e poi la malattia se lo porta via. Ma la sua storia non finisce lì. I genitori di Alfredo Galluzzo, scomparso a Milano nel giugno 2024 a causa di una grave cardiopatia, hanno trasformato i suoi taccuini in un progetto educativo che ha già coinvolto oltre 400 studenti nelle scuole.
È il padre, Francesco Galluzzo, a raccontare la vicenda in un'intervista pubblicata da Il Corriere della Sera. Una storia che parla di famiglia, di coraggio, di un dolore trasformato in qualcosa di concreto per i giovani. Proprio il tipo di valori di cui questo Paese ha bisogno, e che certe volte sembra aver smarrito.
Chi era Alfredo Galluzzo
Alfredo era nato con una grave cardiopatia congenita, ma non voleva essere definito dalla sua condizione. Andava a scuola, il liceo linguistico, frequentava gli scout, l'oratorio, viaggiava e giocava a calcio. Soprattutto amava la musica, senza pregiudizi di genere: dai Coldplay e Lucio Dalla al rap italiano, con artisti come Tedua, Lazza e Nayt.
«Era sensibile, gentile e allegro», ha detto il padre Francesco. «Aveva un senso della giustizia innato, una grande attenzione per chi era più fragile e una capacità particolare di entrare nel cuore delle persone».
Il 29 aprile 2024 Alfredo aveva affrontato il terzo intervento al cuore. Dopo circa un mese era stato dimesso, ma pochi giorni dopo le sue condizioni erano precipitate all'improvviso, senza preavviso. Aveva quindici anni.
Il mondo segreto dei taccuini
Dopo la scomparsa, Francesco e la moglie Angela hanno aperto i quaderni che il figlio teneva gelosamente chiusi in camera. Una dimensione privata che i genitori non avevano mai voluto violare finché Alfredo era vivo. Dentro hanno trovato recensioni musicali, classifiche, cronache sportive, haiku e persino osservazioni tecniche.
«Non si limitava a dire se una canzone gli piacesse: cercava di spiegare perché», ha raccontato Francesco. «Aveva già progettato i libri che avrebbe scritto, con tanto di date di pubblicazione. L'ultimo, previsto per il 2052, si sarebbe intitolato Dono e avrebbe parlato del dono della vita, nonostante le sue difficoltà».
Un ragazzo di 15 anni che pianifica la propria vita fino al 2052, con la lucidità di chi sapeva di dover lottare e non si arrendeva. Mentre altrove si celebra la cultura del nulla, dell'effimero e della lamentela, Alfredo scriveva, progettava, costruiva.
Come sono nati i Taccuini Musicali di Alfredo
Leggendo i quaderni, i genitori hanno scoperto che Alfredo aveva immaginato scuole di critica musicale per aiutare altri ragazzi ad avvicinarsi alla musica. Dopo la Messa di saluto, i due hanno promesso di trovare un modo per far vivere quei taccuini. Hanno contattato giornalisti, critici musicali e artisti, e così è nata l'associazione Taccuini Musicali di Alfredo.
«Il 6 ottobre 2025 abbiamo avviato il primo percorso in una scuola milanese», ha ricordato Francesco. «I ragazzi erano lì per ascoltare, discutere, scrivere e confrontarsi, proprio come avrebbe voluto Alfredo. Ricordo anche un raggio di sole entrato nell'aula all'inizio della lezione: per noi è rimasto un piccolo segno».
Il progetto non porta nelle scuole i quaderni originali, che sono rimasti a casa, ma il metodo di Alfredo: ascoltare con attenzione, interrogarsi, motivare le proprie opinioni. Un metodo che insegna ai ragazzi a pensare, a esprimersi, a non subire. Robe che una volta si chiamavano educazione e che oggi, tra smartphone e social, sembrano merce rara.
Una famiglia che ha scelto di non arrendersi
Francesco Galluzzo non nasconde la difficoltà più grande: immaginare il futuro della famiglia senza Alfredo accanto. Ma la scelta fatta con la moglie è chiara: onorare il figlio continuando a vivere e condividendo.
«Lui non è scomparso dalla nostra vita: lo ritroviamo nei ricordi e in ciò che continua a nascere da essi», ha detto il padre. «Alfredo non è solo passato. È presente e, incredibilmente, è futuro».
Il venerdì pomeriggio, Alfredo annunciava alla famiglia che doveva lavorare. Era il giorno delle nuove uscite musicali: si chiudeva in camera, indossava le cuffie e prendeva il taccuino. Uno degli ultimi venerdì, al mare, mandò addirittura un messaggio alla madre per lamentarsi della fatica di ascoltare un album di 21 canzoni tutto in una volta. La serietà di un professionista, a 15 anni.
E poi c'era il Fantasanremo: Alfredo trasformava il Festival in una festa di famiglia organizzata con regole, classifiche, squadre e travestimenti ispirati ai cantanti. Perché la famiglia, per lui, veniva prima di tutto. Altro che individualismo.
Domande frequenti
Come è morto Alfredo Galluzzo?
Alfredo Galluzzo, di Milano, è scomparso nel giugno 2024, a 15 anni, dopo che le sue condizioni sono precipitate improvvisamente circa un mese dopo il terzo intervento al cuore legato a una grave cardiopatia congenita.
Che cosa sono i Taccuini Musicali di Alfredo?
È un'associazione e un progetto educativo nato dai quaderni del ragazzo, che porta nelle scuole un metodo di ascolto e critica musicale. Ha già coinvolto oltre 400 studenti, a partire dal primo percorso avviato il 6 ottobre 2025 in una scuola di Milano.
Quanti studenti ha raggiunto il progetto?
Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, il progetto ha già coinvolto oltre 400 studenti nelle scuole.
Se un ragazzo scoprirà di saper ascoltare una canzone in modo diverso o troverà il coraggio di esprimere un'opinione, ha concluso Francesco, qualcosa di Alfredo sarà arrivato fino a lui. Per lui o, meglio, con lui.
