Le agenzie di sicurezza europee stanno indagando l'ipotesi che le minacce di bomba che questa settimana hanno colpito decine di voli europei, compreso un allarme all'aeroporto di Fiumicino, abbiano origine in Russia. Lo rivela il reportaggio di Open, che cita il Financial Times e funzionari dell'intelligence impegnati in un'indagine transfrontaliera tra i servizi europei.
Sono 35 i voli europei coinvolti nelle giornate del 3, 5 e 6 novembre 2026, secondo il bilancio fornito a Open dall'ufficio stampa di Eurocontrol. Un numero che resta una goccia nel mare del traffico aereo continentale, ma che racconta un'operazione coordinata, studiata, con un movente politico che puzza di Mosca a chilometri di distanza.
Perché gli investigatori sospettano la Russia
Alcuni esponenti dell'intelligence europea ritengono che l'origine russa sia la più probabile, per movente, modalità operative, precedenti e primi indizi emersi. L'ipotesi di lavoro è che dietro le minacce ci siano attivisti filo-Cremlino o gruppi hacker. Un'opera di destabilizzazione fatta a basso costo, senza esplosivi, con qualche email anonima e un'intera Europa che scatta in piedi.
Le email arrivano da account anonimi e da aree geografiche diverse, una rintracciata in Colombia, e molti messaggi sono scritti nella lingua dei destinatari. Un tocco di cura che la dice lunga sulla professionalità degli autori. In un messaggio inviato ai media irlandesi, gli autori hanno scritto di aver sperimentato il multithreading e di aver reclutato residenti europei, oltre ad aver ottenuto accesso a dispositivi, server e account compromessi.
Fiumicino e il gruppo Male State
Una minaccia inviata giovedì all'aeroporto di Fiumicino era stata attribuita al gruppo sciovinista russo Male State. Il fondatore, Vladislav Pozdnyakov, ha però negato ogni coinvolgimento dell'organizzazione. Una smentita che vale quello che vale, considerando i precedenti.
Secondo Vidas Ksanas, responsabile della sicurezza degli aeroporti lituani, il gruppo, o chi dice di rappresentarlo, aveva già inviato in passato diverse minacce di bomba agli scali del Paese baltico.
Nell'ottobre 2023, oltre 1.500 falsi allarmi avevano preso di mira scuole e asili in Lituania. Le autorità di Vilnius avevano parlato di un attore statale, senza identificarlo pubblicamente, mentre negli ambienti dell'intelligence la responsabilità era stata attribuita ad attivisti russi, probabilmente incoraggiati dai servizi del Cremlino. Il copione si ripete, quasi identico.
Eurocontrol: impatto minimo sul traffico
Secondo Eurocontrol, l'organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea, le minacce hanno riguardato 14 voli il 6 novembre, 14 il 5 novembre e 7 il 3 novembre, con il dato dell'ultima giornata ancora approssimativo.
Il 6 novembre, su circa 29.550 voli nella rete europea, le segnalazioni hanno rappresentato lo 0,047% del traffico. Il 5 novembre la quota era dello 0,049% su 28.488 voli, il 3 novembre dello 0,026% su 26.278 voli. Gli allarmi, sottolinea l'organizzazione, non hanno avuto impatto sui ritardi della rete.
Eurocontrol ha precisato di monitorare la situazione e di lavorare a stretto contatto con compagnie aeree, aeroporti, fornitori di servizi di navigazione aerea e altre organizzazioni in tutta Europa per limitare eventuali perturbazioni dei flussi di traffico. Per le questioni di sicurezza, il rilancio è alle compagnie, agli aeroporti e alle autorità nazionali competenti.
Una verità che potrebbe non arrivare mai
Il Financial Times avverte però che la strada verso un'attribuzione concreta delle responsabilità è ancora lunga e che potrebbe non essere possibile arrivare a una conclusione definitiva. Anche nell'ipotesi di attivisti filo-Cremlino, resterebbe da stabilire se e in quale misura i servizi segreti russi abbiano diretto, incoraggiato o autorizzato le operazioni.
Gli investigatori, per ora, non ritengono che i responsabili costituiscano una minaccia reale per l'aviazione europea. Vero, forse. Ma il punto è un altro: qualcuno ha dimostrato di poter mettere in ginocchio la sicurezza di decine di scali europei con qualche email, e l'Europa fatica anche solo a dare un nome al responsabile.
Domande frequenti
Quanti voli europei hanno ricevuto minacce di bomba?
Secondo Eurocontrol, 35 voli nelle giornate del 3, 5 e 6 novembre 2026: 7 il 3 novembre, 14 il 5 novembre e 14 il 6 novembre.
Chi sospettano gli investigatori?
Le agenzie di sicurezza europee considerano più probabile un'origine russa, con attivisti filo-Cremlino o gruppi hacker come possibili esecutori, come riportato dal Financial Times.
Le minacce hanno messo in pericolo i passeggeri?
No. Gli investigatori non ritengono che i responsabili rappresentino una minaccia reale per l'aviazione, e Eurocontrol esclude impatti sui ritardi della rete di traffico aereo.
