Lupi in pianura? Lo studio che fa tremare il Veneto: 'Tra 5 anni saranno ovunque'
Il lupo non è più solo un problema di montagna. Lo dice uno studio shock dell'Università di Sassari presentato a Belluno: i branchi crescono, si spingono verso le colline e, parola dell'assessore regionale Dario Bond, tra cinque o sei anni li troveremo anche in pianura. Il 'Metodo Belluno' diventa il modello per tutto il Veneto, ma la domanda è una sola: siamo pronti a difendere le nostre campagne e i nostri allevamenti?
Quanti lupi ci sono davvero in provincia di Belluno?
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni. Nel 2023 le femmine alfa erano 17, oggi i branchi individuati sono 27, composti da 2 a 9 esemplari ciascuno, con una media di 4 individui. Il conteggio totale? Da un minimo di 111 a un massimo di 128 lupi solo nel Bellunese. Il professor Marco Apollonio, che ha coordinato la ricerca, ha potuto contare sul lavoro dei 27 agenti della Polizia provinciale di Belluno, un presidio fondamentale per capire cosa sta succedendo sul nostro territorio.
Il lupo arriverà in pianura? La previsione choc dell'assessore Bond
L'assessore regionale alla Montagna, Dario Bond, non usa giri di parole: 'Quello che sta accadendo in Lombardia, dove il lupo ormai entra nelle stalle, pian piano accadrà anche in Veneto. E non sarà più solo un problema delle province alpine, ma dell'intero Veneto'. Per questo ha nominato il comandante della Provinciale di Belluno, Oscar Da Rold, coordinatore della questione lupo in Veneto. Il messaggio è chiaro: il modello Belluno deve diventare quello ispiratore, ma serve uniformare gli approcci delle polizie provinciali, oggi troppo diversi tra loro.
Predazioni in aumento: gli allevatori sono allo stremo
I dati sulle predazioni raccontano una strage silenziosa. Dal 2017 al 2023 il numero di animali uccisi è esploso: si è passati da 415 vittime nel 2020 a 323 nel 2023, con 99 feriti e 58 dispersi. Nel 2025 il dato è sceso a 156 morti, ma la tensione resta altissima. Le vittime sono per lo più ovini, caprini, asini, equini e bovini, ma non mancano cervi e daini. Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ha provato a correre ai ripari installando recinzioni adeguate in 5 malghe, ma Bond avverte: 'Bisognerà trovare una soluzione che soddisfi l'esigenza di tutto il territorio'.
Cosa fare? La politica dice basta ai giochi di rimpiattino
La domanda è secca: che fare? Bond non ha dubbi: 'Bisogna puntare su un modello d'azione con criteri di scientificità. Bisogna che Ispra, braccio operativo del ministero dell'Ambiente, capisca che non si può più giocare a rimpiattino'. Il problema lupo sta diventando una criticità nazionale, e se da un lato può essere visto come una ricchezza, dall'altro rappresenta un rischio concreto per la collettività. I 7 lupi 'confidenti' finora spaventati e allontanati dagli agenti sono monitorati con radiocollari, ma se diventano pericolosi, dice Bond, 'vanno prese misure forti'.
Il futuro è adesso: il Veneto si prepari
La ricerca presentata ieri a Belluno non è solo un documento scientifico, è un campanello d'allarme. Il lupo è tornato e non se ne andrà. La politica deve scegliere da che parte stare: dalla parte degli allevatori e delle comunità locali, o dalla parte di un predatore che, senza controlli, metterà in ginocchio le nostre campagne. Il Veneto ha un modello, il 'Metodo Belluno', ma il tempo stringe. Tra cinque anni, come dice Bond, il problema sarà in pianura. E lì non ci saranno scuse.