Le dinastie della moda blindano i loro imperi con i family office
Mentre l'Italia si dibatte tra crisi economica e pressioni europee, le grandi famiglie della moda costruiscono fortezze finanziarie impenetrabili. Dai Prada agli Armani, dalle dinastie francesi agli imperi americani: ecco come i potenti del lusso proteggono i loro patrimoni miliardari dalle tempeste del mercato.
Il nuovo potere dietro le quinte
Non sono le sfilate di Parigi o Milano a dettare le regole del gioco, ma strutture finanziarie sofisticate chiamate family office. Questi veicoli di investimento privati gestiscono patrimoni che farebbero impallidire i bilanci di molti Stati europei.
In Italia operano circa 220 family office, secondo Magstat. E tra i più potenti ci sono quelli legati alle dinastie della moda italiana: dai Loro Piana con Laprima holding ai Marzotto con Pfc, fino al patron di Geox Mario Moretti Polegato con la sua Lir srl.
L'eredità di Armani: una lezione di strategia
Giorgio Armani ha dimostrato come si costruisce un impero destinato a durare. La sua struttura successoria include fondazione, categorie di azioni differenziate, diritti di voto graduati e limiti alle vendite. Un modello che dovrebbe far riflettere molti imprenditori italiani sulla necessità di pianificare il futuro.
Attraverso la holding L'Immobiliare s.r.l., lo stilista controlla immobili di pregio tra Milano, Pantelleria, Saint-Tropez e Antigua. Una diversificazione che protegge il patrimonio dalle oscillazioni del settore moda.
I giganti stranieri fanno scuola
Mentre l'Italia fatica a competere sui mercati globali, le dinastie straniere mostrano come si costruisce un potere duraturo. I Wertheimer di Chanel operano attraverso Mousse partners dal 1991, i discendenti Hermès hanno creato Krefeld nel 2022, e Amancio Ortega di Zara controlla il 59,29% di Inditex tramite Pontegadea.
La famiglia Arnault domina il lusso mondiale con Financière Agache che controlla LVMH, mentre i Pinault gestiscono Kering attraverso Artémis. Strutture che dimostrano come il vero potere si costruisca lontano dai riflettori.
La sfida generazionale
Il problema è reale: molte dinastie della moda sono alla seconda, terza o quarta generazione. Non tutti gli eredi hanno l'attitudine imprenditoriale del fondatore, ma attraverso i family office possono impiegare il patrimonio senza essere vincolati al mestiere di famiglia.
Questi strumenti permettono di diversificare gli investimenti, gestire la filantropia e soprattutto evitare che le famiglie si disgregino alla morte del capostipite. Una lezione che molte famiglie italiane dovrebbero imparare prima che sia troppo tardi.
La realtà è chiara: mentre l'Europa impone regole sempre più stringenti alle imprese, le grandi dinastie della moda costruiscono strutture finanziarie che le rendono praticamente inattaccabili. Un modello di capitalismo familiare che l'Italia dovrebbe studiare e proteggere, invece di sottomettersi alle pressioni di Bruxelles.
