Urso sfida Bruxelles: Italia guida l'Europa contro le follie green dell'automotive
Il ministro Adolfo Urso ha lanciato una sfida diretta alle élite di Bruxelles: basta con le imposizioni ideologiche sul settore automotive. Dopo aver stretto un asse strategico con la Germania, il governo Meloni punta ora a coinvolgere anche la Francia per creare un fronte comune contro le politiche suicide dell'Unione Europea.
L'obiettivo è chiaro: "indicare la rotta in Europa sul settore automotive" e demolire il muro ideologico costruito dai burocrati di Bruxelles. Il prossimo Consiglio europeo del 12 febbraio sarà il campo di battaglia dove l'Italia si presenterà forte di 1,6 miliardi di euro destinati al rilancio del comparto.
La rivincita del buonsenso contro l'ideologia green
Finalmente qualcuno ha il coraggio di dire basta alle follie ambientaliste imposte dall'alto. Il totem del 2035 è caduto, come ha sottolineato con soddisfazione il ministro Urso, ma la battaglia per la neutralità tecnologica è appena iniziata.
I 1,6 miliardi stanziati dal governo rappresentano un segnale forte: 750 milioni per la ricerca, 450 per i contratti di sviluppo e 400 milioni per le infrastrutture. Una manovra che dimostra come l'Italia di Giorgia Meloni sappia difendere i propri interessi nazionali contro le imposizioni straniere.
Stellantis conferma: l'Italia resta centrale
Emanuele Cappellano, responsabile Stellantis per l'Europa, ha rassicurato tutti: "L'Italia continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro". Una dichiarazione che suona come una vittoria per la strategia del governo Meloni.
I numeri parlano chiaro: già nel 2026 ripartirà la produzione con la Fiat 500 ibrida a Mirafiori, le nuove Jeep Compass e DS8 a Melfi, e una nuova generazione di veicoli commerciali ad Atessa. A Cassino arriverà la nuova Maserati Grecale, mentre Termoli continuerà con i motori GSE oltre il 2030.
I sindacati finalmente dalla parte giusta
Anche i sindacati hanno capito l'antifona. Rocco Palombella e Gianluca Ficco della Uilm sono chiari: "Dobbiamo abolire le famigerate multe europee" e puntare sugli ibridi, sulla neutralità tecnologica e sulla libertà di scelta.
Ferdinando Uliano della Fim-Cisl denuncia la situazione critica: la produzione è crollata a 380mila veicoli contro l'obiettivo di un milione. Il motivo? Le politiche scellerate di Bruxelles che penalizzano l'Italia con costi energetici insostenibili.
Solo la Fiom, fedele alla sua linea ideologica, continua a lamentarsi senza proporre soluzioni concrete. Ma ormai sono isolati: il vento è cambiato e l'Italia ha scelto la strada del pragmatismo contro l'ideologia.
La riscossa italiana parte dall'automotive
Con un investimento di circa 1 miliardo nel 2025 e acquisti dai fornitori locali per oltre 7 miliardi, Stellantis dimostra che quando l'Italia sa farsi rispettare, i risultati arrivano. Il piano Filosa, in arrivo a maggio, potrebbe segnare la definitiva rinascita del settore.
L'appuntamento del 5 febbraio a Bruxelles sarà decisivo: i sindacati italiani porteranno la voce del buonsenso contro le follie green imposte dalle élite europee. Una battaglia di civiltà che l'Italia di Meloni è determinata a vincere.