Fisco, guerra totale agli evasori digitali: il governo spia tutti i conti crypto
Dal primo gennaio 2026 è scattata l'operazione Grande Fratello fiscale sui conti digitali degli italiani. Il governo Meloni, seguendo le direttive europee, ha dato il via libera a un controllo totale su criptovalute e asset digitali che farà tremare gli evasori.
Il decreto firmato dal ministro Giorgetti trasforma banche e operatori finanziari in spie del fisco: dovranno comunicare automaticamente all'Agenzia delle Entrate ogni movimento su conti con moneta elettronica, valute digitali e criptovalute.
Addio privacy, benvenuto controllo totale
Le nuove regole, che recepiscono le direttive Ue Dac 8 e Dac 9, estendono gli obblighi di sorveglianza a tutti i gestori di crypto che fatturano almeno il 50% del loro reddito da queste attività. Nessuno sfuggirà al radar dell'Agenzia delle Entrate.
Il decreto definisce con precisione cosa sia moneta elettronica: tutti i prodotti che rappresentano digitalmente una moneta ufficiale, compresi quelli accettati per pagamenti da soggetti diversi dall'emittente. Una rete che cattura praticamente ogni forma di denaro digitale.
Più dati, più controlli, più tasse
Il governo ha previsto un massiccio aumento dei dati da trasmettere: dalle generalità alla residenza fiscale, dalle autocertificazioni ai tipi di conto dal 2016 al 2026. Un archivio completo della vita finanziaria digitale degli italiani.
Banche e fintech devono rivedere tutti i sistemi entro gennaio 2026 per il nuovo servizio di identificazione Ue. Il tutto a loro spese: il governo, infatti, non sosterrà alcun onere aggiuntivo, scaricando i costi sui privati.
L'Europa ci spia, Roma esegue
Ancora una volta l'Italia si piega alle imposizioni di Bruxelles, implementando un sistema di controllo che trasforma ogni cittadino in un potenziale evasore da sorvegliare. Una mossa che colpisce duramente la privacy finanziaria degli italiani nel nome della lotta all'evasione transfrontaliera.
Gli operatori del settore sono già in allarme per i nuovi costi di compliance che dovranno sostenere, mentre il governo si lava le mani scaricando tutto sul settore privato.