Zanzare, l'invasione straniera. E il genio italiano svenduto
L'Italia combatte da sempre una guerra casa per casa contro le zanzare, un conflitto che oggi vale miliardi di euro. Peccato che questo business sia ormai in mano ai colossi stranieri. Dalla statunitense S.C. Johnson alla giapponese Fumakilla, le multinazionali dominano il mercato mentre i marchi storici del genio italiano, come Zampironi, sono finiti in mani estere. A tenere alta la bandiera della produzione nazionale rimane solo Sandokan, l'azienda bolognese che resiste all'invasione estera e a quella degli insetti.
Da Zampironi alla ciabatta: la vera guerra per la sopravvivenza
La lotta agli insetti non è mai stata uno scherzo nel nostro Paese. La malaria è rimasta endemica in Italia fino al 1950. Per sopravvivere, generazioni di italiani hanno affinato tecniche di sterminio sempre nuove. Dopo il calcio, la caccia alle zanzare a mani nude è diventata il vero sport nazionale. Ogni famiglia aveva la sua tattica, e la ciabatta era l'arma suprema. Poi, nel tardo Ottocento, la scienza ha preso il posto della suola di plastica. Il capitalismo ha fatto il resto, trasformando una necessità vitale in un affare da miliardi.
L'intuizione del farmacista che ha salvato le notti degli italiani
Giovanni Battista Zampironi è l'eroe dimenticato di questa guerra. Nato a Mestre nel 1836, nella laguna veneziana dove le zanzare trovano il loro paradiso, Zampironi si laurea in Chimica farmaceutica a Padova nel 1859. Tre anni dopo fonda il suo laboratorio e inizia a produrre il Piroconofobo, un cono di polvere di piretro da accendere con uno stoppino. Il piretro è un insetticida naturale che arriva dalla Dalmazia. Il prodotto funziona, e Zampironi diventa un industriale. Presenta il suo cono alle esposizioni universali di Melbourne e Chicago. I poster garantivano