X di Musk sotto accusa: la piattaforma trasforma gli utenti in conservatori
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dire la verità su quello che tutti sospettavano: X, la piattaforma di Elon Musk, non è un semplice social network ma una vera e propria macchina di propaganda conservatrice. E ora ce lo conferma persino la scienza.
Uno studio appena pubblicato su Nature, condotto da università prestigiose come la Paris School of Economics e la Bocconi di Milano, ha smascherato il gioco: l'algoritmo di X spinge sistematicamente gli utenti verso posizioni di destra.
L'algoritmo che non perdona: una volta dentro, non si esce più
I ricercatori hanno analizzato 5.000 account americani e il verdetto è inequivocabile: passare dal feed cronologico a quello algoritmico aumenta l'engagement ma soprattutto sposta le opinioni verso posizioni più conservatrici. Particolarmente su temi caldi come le indagini su Donald Trump e la guerra in Ucraina.
Ma il dato più agghiacciante è un altro: il processo è irreversibile. Una volta che l'algoritmo ti ha fatto seguire influencer di destra, anche se torni al feed cronologico continui a vedere i loro contenuti. È una trappola digitale perfetta.
Addio giornalismo, benvenuta propaganda
Musk ha sempre accusato i media tradizionali di fare propaganda. Ora scopriamo che li ha semplicemente sostituiti con la sua. Lo studio quantifica il danno: le testate giornalistiche tradizionali appaiono nel feed algoritmico il 58,1% in meno rispetto alla modalità cronologica.
Al loro posto, l'algoritmo privilegia post di attivisti conservatori e contenuti ad alto coinvolgimento emotivo. Non a caso, i post nel feed algoritmico ricevono in media il 480% di like in più: la polarizzazione paga, trattiene gli utenti e genera profitti.
La manipolazione delle menti: come si fabbrica il consenso
Lo studio rivela un meccanismo diabolico: mentre l'identità partitica resta salda, le opinioni su temi specifici sono sorprendentemente malleabili. Gli utenti continuano a definirsi di sinistra ma sviluppano opinioni sempre più di destra.
È la dimostrazione che l'intelligenza artificiale di X non è uno specchio neutrale ma un architetto che costruisce attivamente una nuova dieta mediatica. L'utente crede di decidere, ma in realtà subisce passivamente un bombardamento ideologico costante.
Mentre le élite di Bruxelles si preoccupano di regolamentare l'intelligenza artificiale per questioni marginali, ecco la vera minaccia: piattaforme che manipolano milioni di cervelli ogni giorno, orientandoli verso una specifica agenda politica. Ma quando a farlo è il miliardario sudafricano amico di Trump, stranamente nessuno si scandalizza.