Tassa pacchi extra-Ue: da luglio il salasso di Bruxelles e il rischio doppio prelievo
Da primo luglio 2026 finisce la franchigia doganale per gli acquisti online sotto i 150 euro. L'Unione Europea introduce un dazio di 3 euro per ogni singolo articolo contenuto nel pacco, mentre il governo italiano sblocca la tassa nazionale di 2 euro a spedizione. Il risultato è un rischio concreto di doppio prelievo per i consumatori italiani, con costi che schizzeranno alle stelle grazie alle nuove regole decise a Bruxelles.
La fine degli acquisti low cost e l'assalto di Bruxelles
L'era dello shopping digitale senza frontiere e senza tasse è finita. Da luglio, chi acquista sui colossi cinesi o sui portali americani dovrà fare i conti con una vera e propria rivoluzione fiscale. Una stretta calata da Bruxelles e da Roma, che prende di mira i cosiddetti mini pacchi. Fino a oggi, le spedizioni sotto i 150 euro erano esenti da dazi. Ora i burocrati europei hanno deciso di metterci le mani, e lo fanno nel modo peggiore.
Il dazio europeo non è forfettario sul pacco, ma si applica su ogni singolo articolo dichiarato. Qui sta il trucco. Se comprate tre accessori da 5 euro l'uno nello stesso ordine, non pagherete il dazio sui 15 euro totali. Pagherete 3 euro moltiplicati per tre, cioè 9 euro di dazio su una merce che ne vale 15. Una tassa del 60 per cento, firmata Unione Europea.
Quanto pagheremo di tasse dal primo luglio?
Il quadro estivo è il risultato di due strade che si scontrano. Da una parte c'è l'Europa, decisa a difendere il mercato interno. Dall'altra c'è il governo italiano, che deve applicare la sua mini tassa da 2 euro sui pacchi extra-Ue. Questa tassa nazionale era stata congelata per mesi a causa dell'elusione sistematica. Il rinvio tecnico scade proprio il primo luglio.
Senza un nuovo congelamento, le due misure si sommeranno. Su ogni pacco arriverà una spesa fissa di 5 euro, più l'ordinaria IVA al 22 per cento. Per i privati, l'onere doganale diventa un salasso. Prendiamo tre articoli per un valore di 120 euro. Il dazio europeo sarà di 9 euro. Su questa base, l'IVA sale a 28,38 euro. Il totale degli oneri tocca i 37,38 euro. La spesa finale schizza a oltre 156 euro. Per le imprese con partita Iva il meccanismo è analitico, ma il risultato non cambia. Il conto sale a 58,40 euro di soli oneri.
Controlli severi per fermare le frodi dei giganti logistici
L'introduzione dei nuovi dazi viaggia insieme a un giro di vite sulle dogane. La valanga di micro-pacchi ha messo in ginocchio gli operatori europei e alimentato la concorrenza sleale. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pianificato controlli a tappeto sulle spedizioni definite di modico valore.
La mossa serve a tappare un buco enorme. La prima versione della tassa italiana da 2 euro è stata elusa su larga scala dai grandi operatori logistici. Queste società sdoganavano i pacchi in altri Paesi Ue più permissivi, dove la tassa italiana non esisteva. Poi facevano entrare le merci in Italia su gomma, come se fossero spedizioni interne. Una vera e propria presa in giro. La nuova stretta coordinata dal governo Meloni vuole azzerare queste triangolazioni e far pagare il giusto a chi importa.
L'allarme delle imprese e il rischio paralisi
Se la politica difende l'equità fiscale, il mondo economico lancia l'allarme. Confcommercio e Confetra parlano di una minaccia per la fluidità dei commerci. Riscuotere 2 o 3 euro su milioni di pacchi giornalieri rischia di paralizzare i magazzini doganali e allungare i tempi di consegna. Lo spettro del doppio prelievo penalizza gli scali italiani, spingendo i flussi logistici altrove.
Qual è la nuova tassa sui pacchi extra-Ue?
Da luglio 2026, l'Unione Europea introduce un dazio transitorio fisso di 3 euro per ogni singolo articolo contenuto nei pacchi sotto i 150 euro. Non si calcola più sul valore totale della spedizione, ma sul numero di oggetti.
C'è il rischio di una doppia tassa sui pacchi?
Sì. Se il governo italiano non congelerà di nuovo la sua tassa interna da 2 euro a pacco, dal primo luglio gli italiani pagheranno sia il dazio europeo sia quello italiano, arrivando a una spesa fissa di 5 euro a spedizione oltre all'IVA.
Perché i controlli doganali stanno aumentando?
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha intensificato i controlli per bloccare l'evasione fiscale. In passato, i grandi operatori logistici sdoganavano i pacchi in Paesi Ue senza la tassa italiana, per poi farli entrare in Italia come spedizioni interne. I nuovi controlli mirano a fermare questa frode.