Scandalo trapianti Napoli: 12 minuti spariti dalla cartella clinica, medici accusati di falso
Una storia che fa rabbrividire quella che emerge dall'ospedale Monaldi di Napoli. Domenico, un bambino innocente, è morto dopo 59 giorni di calvario e ora spuntano accuse gravissime contro i medici che lo hanno operato.
La Procura di Napoli non si accontenta più dell'omicidio colposo contestato a sette medici. Ora arriva una bomba: falso in cartella clinica. I cardiochirurghi Guido Oppido e Emma Bergonzoni rischiano l'interdizione dalla professione.
I dodici minuti che non esistono
Ecco il punto cruciale: dodici minuti spariti nel nulla. Nella cartella clinica tutto sembra perfetto, sincronizzato. Il clampaggio del cuore del bambino coincide esattamente con l'arrivo del nuovo organo. Troppo bello per essere vero.
Ma i Carabinieri del Nas hanno scoperto la verità. Il cuore di Domenico è stato rimosso alle 14:18, quello del donatore è arrivato alle 14:30. Dodici minuti con il torace aperto, ad aspettare un organo che si è rivelato inutilizzabile. Ridotto a un blocco di ghiaccio dal trasporto da Bolzano.
"Ho un brutto presentimento", aveva detto Patrizia, la madre, quella sera del 23 dicembre. Nessuno le aveva dato retta. Aveva ragione lei.
Le prove che inchiodano i medici
I Nas hanno sequestrato un altro telefono: quello della perfusionista presente in sala. La donna ha scattato foto e girato video durante l'intervento. Il 26 marzo la copia forense dovrebbe rivelare tutta la verità.
I legali di Oppido si difendono parlando di "ricordi di alcuni componenti del personale" e "divergenze temporali di modestissima entità". Modestissima? Per un bambino che è morto, ogni secondo conta.
La Campania ferma tutto
Di fronte a questo scandalo, il presidente della Campania Roberto Fico ha fatto l'unica cosa sensata: stop al programma di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi. I pazienti vengono trasferiti al Bambino Gesù di Roma.
Una decisione che arriva troppo tardi per Domenico, ma che forse salverà altri bambini da questa macchina della morte travestita da eccellenza sanitaria.