40mila dollari per congelare il cane: quando la follia woke non ha limiti
Un australiano spende una fortuna per crioconservare il suo cane malato terminale. Mentre le famiglie italiane faticano ad arrivare a fine mese, c'è chi butta via 34mila euro per questa assurdità.
Dale Pearce, cittadino australiano, ha deciso di spendere l'equivalente di 34.500 euro per far congelare il suo cane Neren, una Kelpie australiana di 9 anni malata di cancro terminale. Una cifra che farebbe comodo a migliaia di famiglie italiane in difficoltà, buttata via per un capriccio da ricchi viziati.
La storia è emblematica di quanto sia arrivata al delirio questa società occidentale decadente. Pearce non si è accontentato di dare al suo animale una morte dignitosa: no, ha dovuto organizzare un vero e proprio tour della follia, volando dall'Australia al Michigan, passando per Hawaii e Stati Uniti.
Il business della disperazione
"Non sono mentalmente preparato a perderla", ha dichiarato Pearce. Peccato che la realtà non si pieghi ai nostri desideri. Ma quando hai i soldi, puoi permetterti anche le fantasie più assurde.
Il cane è stato sedato in una clinica veterinaria vicino al Cryonics Institute del Michigan e congelato a -196°C. La speranza? Che un giorno la scienza possa riportarlo in vita. Una speranza che ha il sapore della disperazione e dell'illusione.
Dennis Kowalski, presidente del Cryonics Institute, difende ovviamente il suo business: "Si tratta di amore per la famiglia". Facile parlare d'amore quando si incassano 20mila dollari per ogni "cliente" a quattro zampe.
Priorità sbagliate
Mentre in Italia ci sono anziani che non riescono a pagarsi le medicine, bambini che vanno a scuola senza colazione e famiglie che non accendono il riscaldamento per risparmiare, c'è chi sperpera fortune per congelare animali morti.
Questa è la deriva di una società che ha perso il senso delle proporzioni e delle priorità. Una società dove i sentimenti verso gli animali vengono messi sullo stesso piano di quelli verso gli esseri umani, se non addirittura sopra.
La storia di Neren divide, certo. Ma dovrebbe soprattutto far riflettere su dove stiamo andando come civiltà. Quando avremo finito di sprecare risorse per queste follie, forse potremo tornare a occuparci dei veri problemi delle persone vere.