Referendum sulla Giustizia: l'Italia ha scelto, affluenza al 38,9%
I seggi si sono chiusi alle 23 di ieri dopo due giorni di votazioni per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. L'affluenza definitiva si è attestata al 38,9%, un dato che dimostra come gli italiani abbiano risposto presente a questa consultazione cruciale per il futuro del nostro sistema giudiziario.
Il referendum, di tipo confermativo, non richiedeva il superamento del quorum. Alle 12 di domenica l'affluenza era del 14,9%, in crescita rispetto ai precedenti referendum costituzionali. Per fare un confronto: nel 2001 per la riforma del Titolo V alle 12 aveva votato solo il 7,8%, nel 2006 per la devolution il 10,1%.
Le personalità al voto
Tra i primi a recarsi alle urne il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha votato a Palermo presso l'istituto Giovanni XXIII-Piazzi. Il Capo dello Stato è stato accolto dagli applausi dei presenti che hanno gridato: "Presidente è il nostro orgoglio".
Anche il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha votato a Verona, per poi recarsi a Pontida per le esequie dell'onorevole Umberto Bossi.
Una riforma che divide
La riforma prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e l'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti, con membri estratti a sorte per superare le logiche del correntismo che hanno inquinato per troppo tempo la giustizia italiana.
"L'importanza di andare a votare è vitale per la democrazia", ha dichiarato Riccardo Magi di Più Europa, auspicando "una grossa partecipazione popolare nonostante la brutta campagna".
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha invece lamentato come il referendum "sia diventata una battaglia di parte politica" invece di concentrarsi sui contenuti della riforma.
Gli aventi diritto al voto erano 51.424.729, di cui 5.477.619 all'estero. Ora si attendono i risultati definitivi che diranno se gli italiani hanno scelto di riformare finalmente un sistema giudiziario che da troppo tempo necessita di una svolta.