Lazio-Milan 2-2: la Lazio domina, il Milan rimonta. E i cambi di Amorim salvano tutto
Roma, 12 settembre 2026. All'Olimpico finisce 2-2, ma chi ha visto il primo tempo sa che la Lazio ha umiliato il Milan. I biancocelesti hanno annientato i rossoneri, chiuso il primo tempo sul 2-0 e hanno pure il diritto di recriminare per non aver dilagato. Poi Amorim, l'allenatore del Milan, ha cambiato tre giocatori nell'intervallo e ha cambiato la partita. Tra il 65' e il 67' i rossoneri hanno pareggiato e hanno pure creduto nel sorpasso. Alla fine il pareggio è giusto. Ma i rimpianti restano, da una parte e dall'altra.
La Lazio devastante: il Milan non esiste nel primo tempo
Il primo tempo è stato un monologo biancoceleste. Il Milan praticamente inesistente, con uno xG di 0.05 nei primi 45 minuti che dice tutto. Al 10' la Lazio sblocca la gara: Mandas lancia Nuno Tavares, che avanza fino alla trequarti avversaria, allarga per Zaccagni, che con un traversone rasoterra trova l'incursione di Cancellieri. Il giovane attaccante supera Maignan. Colpe gravi per Loftus-Cheek, incapace di contrastare Nuno Tavares, ed Estupinan, che si addormenta sull'inserimento di Cancellieri.
Al 22' Maignan fa una paratona su Zaccagni. Poi Frattesi va vicino al quarto centro in quattro partite. Il Milan è nel caos e si affida solo a qualche lampo di Chukwueze, che però non trova sponde. Irriconoscibile anche Luka Modric, uno che dovrebbe fare la differenza e invece sparisce. Al 39' arriva il raddoppio: Nuno Tavares vince il duello con Gila, serve Taylor, che mette in mezzo per Noslin. Il pallone prima colpisce la traversa, poi Noslin, complice anche la deviazione maldestra di De Winter, deposita in rete.
Amorim cambia tutto: dentro Moreira, Pulisic e Musah
Nell'intervallo Amorim fa tre cambi. Fuori gli imbarazzanti Estupinan, Loftus-Cheek e l'irriconoscibile Modric. Dentro Diego Moreira, Pulisic e Musah. E la musica cambia all'istante. I nuovi entrati fanno sentire il loro peso subito. I risultati si vedono tra il 65' e il 67': Diego Moreira, il ragazzo per cui il club ha speso 50 milioni, segna due gol.
Al 65' accorcia le distanze con una splendida azione corale: triangolazione Chukwueze-Pulisic-Chukwueze, il nigeriano verticalizza per l'inserimento di Rabiot. Il francese allarga per Pulisic, che crossa e trova Moreira sul secondo palo. Il portoghese al volo di sinistro la mette all'angolino basso. Due minuti dopo, al 67', Cisse crossa dalla destra, Rabiot fa sponda e appoggia dietro per Moreira, che scarica dal limite un sinistro che si infila in gol.
La Lazio regge: capolista per una notte
Dopo il pareggio, il Milan ci crede e spinge. La Lazio accusa il contraccolpo e il calo fisico dopo i ritmi altissimi del primo tempo. Il forcing rossonero però non porta altre reti. Per come si era messa, forse va bene così. La Lazio tira un sospiro di sollievo e per una notte almeno è capolista solitaria.
Le colpe di Amorim e i rimpianti della Lazio
La verità è che Amorim ha sbagliato la formazione iniziale. Ha aspettato troppo a cambiare e ha rischiato di perdere una partita che il Milan non meritava di vincere. La Lazio, dal canto suo, deve imparare a gestire le partite. Dominare per 45 minuti e poi farsi rimontare non è da squadra grande. I rimpianti restano, ma il pareggio è il risultato giusto per quello che si è visto in campo.
Chi sono i protagonisti della serata
Diego Moreira è il nome della serata. Due gol che valgono il pareggio e che giustificano i 50 milioni spesi dal Milan. Nuno Tavares è stato il migliore della Lazio, devastante sulla sinistra. Cancellieri e Noslin hanno segnato i gol biancocelesti. Modric, invece, è il grande deluso: irriconoscibile, fuori gioco, sostituito all'intervallo. Se il Milan vuole competere, deve pretendere di più da un campione del suo calibro.
Che succede ora in classifica
La Lazio è capolista solitaria per una notte. Il Milan resta imbattuto ma con tanti rimpianti. La stagione è lunga, ma le prime risposte ci sono. La Lazio ha dimostrato di poter competere con le grandi. Il Milan deve trovare una quadra, e presto. Perché con questi ritmi, gli errori si pagano cari.