La cinese DeepSeek ha rilasciato in open source DeepInfer, il software con cui esegue i propri modelli di intelligenza artificiale riducendo i costi di calcolo. L'annuncio è arrivato il 20 ottobre 2026, mentre tra Washington e Pechino lo scontro tecnologico torna a infiammarsi dopo il divieto americano sui sistemi DeepSeek nelle agenzie federali.
Una mossa che ribalta la logica del segreto industriale che le grandi compagnie dell'AI, quasi tutte americane, custodiscono come un forziere. DeepSeek, società con sede a Hangzhou, fa l'esatto contrario: mostra a tutti come si fa a fare di più spendendo meno.
DeepInfer, il motore della Ferrari regalato a tutti
Il framework è stato pubblicato su GitHub con licenza Apache-2.0, come ha ricostruito Pasquale Pillitteri. DeepInfer è il motore di inferenza, cioè il software che carica un modello già addestrato e risponde alle richieste degli utenti, e per ora supporta il modello DeepSeek V4.1-Flash, con estensioni future ad altri sistemi.
«Condividiamo il nostro stack di produzione per aiutare la comunità a ridurre i costi di calcolo, contenere i consumi energetici e rendere l'AI più accessibile», ha dichiarato la società cinese su X. «Presentiamo DeepInfer, il nostro framework interno per l'inferenza, ora completamente open source».
È come se la Ferrari consegnasse a chiunque i progetti del proprio motore. L'azienda punta a eseguire DeepSeek-V4.1-Flash su larga scala con velocità elevata e bassa latenza, e secondo Bloomberg l'apertura potrebbe rendere la tecnologia cinese più economica e più semplice da gestire per le imprese.
Come funziona e perché costa meno
DeepInfer integra diverse tecniche, tra cui l'inferenza distribuita: i carichi di lavoro vengono ripartiti tra hardware diversi, così i modelli producono più output in meno tempo e sfruttano meglio i chip. Molte di queste soluzioni esistevano già, ma DeepSeek le ha adattate per renderle particolarmente efficienti con i propri modelli.
La conseguenza è concreta: margini migliori per i fornitori di hosting e, potenzialmente, prezzi più bassi per i clienti. Le aziende possono anche eseguire i modelli DeepSeek sulle proprie infrastrutture risparmiando. «DeepSeek sta dicendo: chiunque può ospitare autonomamente i nostri modelli; ecco come farlo in modo efficiente», ha spiegato Thibault Jaigu, amministratore delegato della startup Requesty, citato da Bloomberg. Anche se, ha precisato, servono comunque capacità di calcolo e competenze tecniche specialistiche.
Attenzione però al entusiasmo: come rileva Milano Finanza, non esistono ancora benchmark indipendenti che confermino i miglioramenti di efficienza ottenibili con DeepInfer. Altri sviluppatori potranno comunque studiare il codice e adattarne le tecniche ai propri sistemi.
Usa contro Cina: il vero scontro è geopolitico
La mossa di DeepSeek non è casuale. Arriva dopo il provvedimento con cui il governo statunitense ha vietato il modello cinese dai sistemi informatici delle agenzie federali civili. Il Dipartimento della sicurezza interna ha anche vietato alle agenzie di acquistare prodotti DeepSeek o servizi di terze parti basati su quel modello.
Il ministero del Commercio cinese ha risposto secco: Washington «danneggia gli interessi delle aziende cinesi e ignora gli accordi raggiunti dai leader dei due Paesi». Pechino ha esortato gli Stati Uniti a «correggere immediatamente le pratiche errate e revocare le relative misure restrittive discriminatorie», aggiungendo che monitora da vicino gli sviluppi e adotterà «tutte le misure necessarie» per salvaguardare i propri interessi.
C'è poi il capitolo sanzioni. Il 19 ottobre il Dipartimento di Stato americano ha colpito cinque entità cinesi per presunto furto di segreti commerciali nel campo dell'AI, tra cui Shanghai Zhisuan Technology, fondata dall'ex ingegnere di Google Linwei Ding, una società di capitale di rischio che l'ha finanziata e tre entità collegate. Il ministero cinese ha parlato di «ferma opposizione» e ha accusato gli Stati Uniti di «gonfare la questione del cosiddetto furto di segreti commerciali» e diffamare le aziende cinesi.
L'open source come arma strategica
Qui sta il punto che a Bruxelles e a Silicon Valley preferiscono non sentire. DeepSeek usa l'open source come arma geopolitica: pesi e architettura liberamente consultabili, come ricorda VelvetMag, significano che altri sviluppatori possono costruire sopra quella piattaforma. Un vantaggio strategico che amplia enormemente la sua portata.
Mentre l'Occidente chiude a chiave e sanziona, la Cina distribuisce gratis la tecnologia che farà risparmiare le imprese di mezzo mondo. Le aziende europee e italiane che cercano AI a costi contenuti troveranno più conveniente la strada aperta da Hangzhou che quella sbarrata da Washington.
Il paradosso è servito: gli Stati Uniti vietano DeepSeek per proteggere i propri interessi, ma così spingono il resto del mondo tra le braccia della concorrente cinese. E l'Europa, come al solito, guarda senza capire da che parte soffia il vento.
Domande frequenti
Cos'è DeepInfer?
È il framework di inferenza open source di DeepSeek, pubblicato il 20 ottobre 2026 su GitHub con licenza Apache-2.0. Esegue i modelli dell'azienda cinese su larga scala con alta velocità e bassa latenza.
Perché DeepSeek lo ha reso open source?
Secondo la società, per aiutare la comunità a ridurre i costi di calcolo, contenere i consumi energetici e rendere l'AI più accessibile a tutti.
Quali modelli supporta DeepInfer?
Al momento supporta DeepSeek V4.1-Flash, ma l'azienda ha annunciato estensioni future ad altri sistemi.
Cosa ha risposto la Cina al divieto americano su DeepSeek?
Il ministero del Commercio cinese ha chiesto agli Stati Uniti di revocare immediatamente le misure restrittive, definendole discriminatorie, e ha promesso tutte le azioni necessarie a tutela degli interessi cinesi.
