Una famiglia canadese ha rinunciato al sogno di una nuova vita nel Regno Unito ed è tornata in Canada dopo appena sette mesi, schiacciata dagli affitti impossibili, dalla solitudine e da un bilancio economico da riparare. Cara Howlett, il marito e i loro due figli di 7 e 10 anni sono rientrati in patria prima ancora che fosse trascorso un anno dall'arrivo in Inghilterra, avvenuto nel settembre 2025.
La storia, raccontata da Il Mattino, è quella di un trasferimento preparato con mesi di moduli e di organizzazione, salutato con entusiasmo e finito in una ritirata costosa. Howlett oggi lo ammette senza giri di parole: partire per andare a vivere a casa dei suoceri è stata una decisione sbagliata.
Perché la famiglia ha lasciato il Canada
Nei due anni precedenti alla partenza la famiglia viveva in Alberta. Howlett racconta di essersi divertita in quel periodo, ma anche di aver desiderato una nuova avventura, qualcosa di diverso da una quotidianità che le sembrava monotona. Non si sentiva particolarmente legata alla comunità in cui abitava.
Per una coppia impegnata a crescere due figli, le vacanze estive nella campagna inglese dai parenti del marito rappresentavano uno dei rari momenti di svago. In un post, Howlett ha ricordato quanto la famiglia attendesse con impazienza quei soggiorni di un mese: prima di partire si pianificavano escursioni a castelli e musei, si cercavano ristoranti e pub della zona. Una volta in Inghilterra, le giornate trascorrevano tra gite nei dintorni e fish and chips mangiato in riva al mare.
Da quelle esperienze era nata una domanda: vivere lì sarebbe stato piacevole quanto andarci in vacanza? I suoceri sembravano entusiasti del progetto e si erano offerti di pagare la domanda di visto per la residenza permanente. La preparazione aveva richiesto sei mesi tra organizzazione logistica e compilazione di moduli.
Arrivo nel Regno Unito e nessuna casa ad attenderli
La famiglia è atterrata nel Regno Unito nel settembre 2025 con pesanti borsoni, valigie e zaini. Un lungo ritardo del volo li aveva lasciati esausti e sudati, e ad attenderli non c'era ancora una nuova casa in cui trasferirsi. La prima settimana è passata tra notti insonni, jet lag e forti raffreddori.
Dopo l'arrivo, la famiglia ha cambiato tre sistemazioni tra alloggi Airbnb e case vacanza. Il marito è ripartito per il Canada per tre settimane di lavoro, mentre Howlett si è dedicata alla ricerca di una soluzione definitiva. Un mercato degli affitti più difficile del previsto, con proprietari diffidenti verso chi non aveva una storia creditizia locale.
Oltre venti richieste per un contratto d'affitto
Il marito percepiva ancora uno stipendio canadese e la coppia, pur avendo due figli, cercava una casa più piccola per contenere il canone. Soltanto dopo sei settimane e oltre venti richieste un proprietario ha accettato di affittare loro un cottage storico appena ristrutturato, al limite massimo del budget.
«Eravamo consapevoli della precarietà della nostra situazione economica, ma non potevamo più permetterci di continuare a pagare le case vacanza», ha spiegato Howlett. La coppia ha firmato un contratto di sei mesi e si è trasferita nel cottage, reso possibile anche dai suoceri, che hanno prestato il denaro per la caparra e fatto da garanti.
L'affitto che si è mangiato lo stipendio
Una volta sistemati, l'affitto assorbiva una quota dello stipendio del marito tale da impedire alla famiglia di vivere come aveva sperato. Il denaro disponibile non bastava per le attività di svago immaginate prima della partenza: niente pernottamenti nelle città vicine, niente brevi gite in altre parti d'Europa.
Il progetto, costruito per avere più tempo insieme e far crescere i bambini a contatto con la famiglia del padre, si era rovesciato nel suo contrario. Il marito continuava a trascorrere intere settimane in Canada per lavoro, e Howlett racconta di essersi sentita per lo più sola nel nuovo paese, dove si era immaginata circondata da una comunità affiatata di amici e familiari.
Anche la vicinanza ai nonni ha avuto un esito diverso dalle aspettative. La coppia si è resa conto di quanto fosse difficile passare dal vedere i propri cari poche volte all'anno ad abitare vicino a loro. Secondo Howlett, quella prossimità non si è rivelata positiva come sperava e ha generato disaccordi e incomprensioni.
La ritirata dopo sette mesi
Howlett detestava l'idea di rinunciare dopo tutto il tempo e l'impegno investiti. Eppure, dopo sette mesi, aveva maturato la convinzione che la scelta fosse stata sbagliata. La coppia non riteneva più possibile costruire nel Regno Unito la vita che aveva immaginato e ha deciso di rientrare in Canada.
Ripensando alla partenza, Howlett attribuisce all'entusiasmo una valutazione poco realistica della fattibilità del progetto. «Ero convinta che trasferirmi avrebbe risolto la solitudine, l'irrequietezza e la mancanza di una comunità, ma non è stato così», ha raccontato. Ammette inoltre che lei e il marito non si erano preparati adeguatamente a ciò che avrebbe comportato vivere in un nuovo paese.
Quanto è costato il sogno fallito
Il conto, oggi, è quello che pesa di più. Howlett e il marito hanno smantellato la propria vita canadese per il trasferimento, un impegno che lei ricorda come gravoso ma affrontato con entusiasmo, e ora stanno cercando di rimediare ai danni finanziari causati dall'operazione. Contemporaneamente, devono ancora capire che cosa fare in futuro.
La vicenda conferma una regola vecchia quanto le migrazioni: le vacanze sono una cosa, la vita quotidiana un'altra. Chi arriva senza reddito locale, senza storia creditizia e senza una rete solida scopre in fretta che il sogno ha un prezzo, e che a pagarlo sono quasi sempre le famiglie.
Domande frequenti
Perché la famiglia canadese è tornata dal Regno Unito?
Cara Howlett, il marito e i loro due figli sono rientrati in Canada dopo sette mesi perché l'affitto assorbiva gran parte dello stipendio, il marito continuava a lavorare in Canada e l'inserimento nella comunità locale non è riuscito.
Quanto è durata la ricerca di una casa in affitto nel Regno Unito?
Sono servite sei settimane e oltre venti richieste prima che un proprietario accettasse di affittare alla famiglia un cottage storico appena ristrutturato, al limite massimo del loro budget.
Quando la famiglia è arrivata nel Regno Unito?
La famiglia è arrivata nel Regno Unito nel settembre 2025 ed è tornata in Canada entro un anno, dopo aver capito che la vita immaginata non era sostenibile.
