Meta description
Il IX Report italiano sugli Atmp presentato a Roma fotografa un sistema sanitario impreparato: 33 terapie autorizzate in Europa, solo 16 rimborsate dal Ssn.
Categoria: Sanità e Politica
Post X: Terapie avanzate, 33 farmaci autorizzati in Europa ma solo 16 rimborsati in Italia. Il report presentato a Roma denuncia burocrazia e ritardi che costano caro ai malati.
Didascalia immagine: Un ricercatore al lavoro in un laboratorio di terapie avanzate a Roma durante gli Atmp Days 2026. Photo: Adnkronos
Solo 16 terapie avanzate su 33 autorizzate arrivano davvero ai pazienti italiani
Il IX Report Italiano sugli Atmp, presentato mercoledì 29 ottobre 2026 a Roma durante gli Atmp Days 2026, consegna un dato che dovrebbe far scattare l'allarme a Palazzo Chigi e nelle Regioni: delle 53 terapie avanzate sottoposte a valutazione europea, 33 sono state autorizzate, ma soltanto 24 mantengono un'autorizzazione attiva all'immissione in commercio e appena 16 risultano rimborsate dal Servizio sanitario nazionale al 31 agosto 2026. Lo riporta Adnkronos, che ha pubblicato i dati del rapporto promosso da Cencora.
Il messaggio è semplice e brutale: la scienza italiana ed europea produce, la burocrazia rallenta, il paziente aspetta. E chi ha una malattia rara, un tumore o una patologia del sangue senza alternative terapeutiche non può permettersi di aspettare i tempi lenti delle aule regolatorie e dei tavoli regionali.
Le terapie avanzate, i cosiddetti Atmp, usano geni, cellule o tessuti per colpire i meccanismi alla base della malattia. In alcuni casi una singola somministrazione produce un beneficio duraturo, se non permanente. Parliamo di terapie geniche, cellulari e prodotti di ingegneria tissutale che, come ricorda la nota del report, stanno aprendo possibilità di cura prima impensabili per patologie che fino a ieri non avevano alcuna risposta.
La spesa esplode: da 1,38 milioni a 222,6 milioni in sei anni
I numeri raccontano una crescita verticale. Tra il 2019 e il 2025 la spesa italiana per le terapie avanzate è passata da 1,38 a 222,6 milioni di euro, mentre i consumi sono saliti da 14 a 1.195 confezioni. Secondo lo scenario ritenuto più rappresentativo dal Report, la spesa potrebbe crescere da circa 563 milioni di euro nel 2027 a oltre 1,6 miliardi nel 2031.
Stime che, avvertono gli estensori, vanno lette con prudenza e usate come strumenti di programmazione. Ma confermano una verità scomoda: senza pianificazione anticipata di risorse, reti assistenziali e capacità dei centri, il sistema sanitario nazionale rischia di trovarsi impreparato di fronte a una rivoluzione terapeutica già in corso.
Qui il nodo politico è evidente. Un servizio pubblico che vuole restare tale deve governare la spesa, non subirla. E il governare, in sanità, significa decidere prima: quali centri attivare, quali personale formare, quali percorsi di invio dei pazienti definire. Come sintetizza il report, la programmazione deve iniziare prima dell'arrivo della terapia, non dopo.
Dove si inceppa il percorso dal laboratorio al letto del malato
Chiara Lucchetti, Head of Market Access di Cencora Italia e componente del comitato direttivo di Atmp Forum, va dritta al punto.
Per comprendere perché una terapia avanzata riesca o meno a raggiungere i pazienti è necessario considerare l'intero percorso, dalla ricerca e dalla generazione delle evidenze fino alla valutazione, alla rimborsabilità e alla concreta implementazione nei sistemi sanitari. È proprio nel passaggio tra una fase e l'altra che possono emergere colli di bottiglia clinici, regolatori, economici e organizzativi.
Claudio Jommi, professore di Economia aziendale all'Università del Piemonte Orientale, presidente eletto di Ispor Italy Rome Chapter e componente del Comitato direttivo di Atmp Forum, aggiunge che la sfida non è soltanto sviluppare nuove terapie, ma creare le condizioni perché arrivino ai pazienti in modo tempestivo e sostenibile.
Tradotto dal linguaggio accademico: possiamo avere i farmaci più avanzati d'Europa, ma se tra autorizzazione europea, decisione di rimborso Aifa e attivazione dei centri passano anni, il risultato per il malato è zero. E il divario tra Nord e Sud, tra Regioni organizzate e Regioni commissariate, farà il resto.
Paolo Gasparini, professore ordinario di Genetica Medica all'Università di Trieste, membro del Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea dei medicinali e del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche relative alle terapie avanzate dell'Aifa, lo dice senza mezzi termini: la vera sfida consiste nel tradurre una promessa scientifica in una terapia sicura, efficace e realmente accessibile ai pazienti. Servono dati solidi, competenze specialistiche e un dialogo precoce tra ricercatori, autorità regolatorie, clinici e sistema sanitario.
Il medico di famiglia: senza diagnosi tempestiva l'accesso è solo sulla carta
Forse la voce più concreta arriva dal territorio. Walter Marrocco, responsabile scientifico della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), smonta l'illusione che un'approvazione europea equivalga a una cura ottenibile.
Per il paziente l'accesso non coincide con l'esistenza di una terapia o con la sua approvazione. Significa ricevere una diagnosi tempestiva, essere indirizzato al centro appropriato e trovare un percorso capace di accompagnarlo prima e dopo il trattamento.
Marrocco ricorda che anche la medicina del territorio può dare il suo contributo, riconoscendo precocemente i bisogni, facilitando l'invio ai centri specialistici e sostenendo la continuità assistenziale nel lungo periodo. Parole che suonano come un rimprovero a chi considera la medicina generale un costo da tagliare invece che l'infrastruttura che tiene in piedie la sanità pubblica.
Il messaggio finale degli Atmp Days
Gli Atmp Days 2026 si sono chiusi con un messaggio netto: l'innovazione scientifica, da sola, non basta. Per trasformarla in un beneficio reale servono programmazione anticipata, collaborazione tra livelli nazionali e regionali, reti cliniche preparate e modelli capaci di conciliare accesso, appropriatezza e sostenibilità.
L'iniziativa ha goduto del patrocinio di Aifa, dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Irccs, di Cittadinanzattiva, Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Istituto superiore di sanità, Sif, Uniamo e dell'Università del Piemonte Orientale, con il contributo non condizionante di Bayer, Csl, Gilead Kite, medac pharma, Pierre Fabre, Cordex Biologics, Eli Lilly, Novartis e Utragenyx.
Il conto da pagare, comunque vadano le stime, è già sul tavolo: oltre 1,6 miliardi di euro nel 2031 e una rete di centri da costruire adesso, non quando la fila dei pazienti sarà già formata.
Domande frequenti sulle terapie avanzate in Italia
Cosa sono gli Atmp?
Sono terapie avanzate che utilizzano geni, cellule o tessuti per intervenire sui meccanismi alla base della malattia; comprendono terapie geniche, cellulari e prodotti di ingegneria tissutale.
Quante terapie avanzate sono rimborsate in Italia?
Al 31 agosto 2026, su 33 terapie autorizzate a livello europeo, soltanto 16 risultano rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, secondo il IX Report Italiano sugli Atmp.
Quanto costeranno le terapie avanzate nel 2031?
Secondo lo scenario più rappresentativo del Report, la spesa italiana potrebbe superare 1,6 miliardi di euro nel 2031, contro circa 563 milioni stimati per il 2027.
