Una bomba carta è esplosa nella notte tra il 22 e il 23 ottobre davanti al centro scommesse Vincendo di via della Folgarella, a Ciampino. È il settimo ordigno esploso a Roma e provincia solo in ottobre, e il sedicesimo da maggio nell'area sud est della Capitale.
Nessun ferito, ma danni ingenti: la porta d'ingresso del locale distrutta, il portone di un palazzo vicino colpito dall'onda d'urto e quattro auto più uno scooter parcheggiati danneggiati. I vigili del fuoco del distaccamento di Marino hanno verificato la struttura, un edificio di quattro piani, escludendo danni strutturali. Sul posto arrivano gli uomini della tenenza dei carabinieri di Ciampino, che stanno già acquisendo le immagini delle telecamere del centro scommesse e delle videosorveglianze della zona per ricostruire i movimenti di chi ha piazzato l'ordigno.
Una guerra silenziosa che nessuno ferma
Chi scrive non ama gli allarmismi gratuiti, ma i numeri parlano da soli. Come riporta la Repubblica, da maggio sono esplose sedici bombe carta nell'area sud est di Roma, territorio storicamente controllato dal clan Senese. Sedici. E mentre le istituzioni locali si perdono in convegni e proclami, nei quartieri la gente conta i boati.
L'episodio di Ciampino arriva a pochi giorni da una serie di attentati che in soli quattro giorni hanno colpito diversi quartieri della periferia romana. Martedì mattina una bomba carta è esplosa a Castelverde davanti all'abitazione del titolare di un autosalone, mentre la concessionaria veniva incendiata nelle stesse ore. Pochi giorni prima un ordigno aveva distrutto un garage in via Bisegna, a La Rustica.
Il 5 ottobre era stata la volta dell'autosalone Gold Car a Centocelle, riconducibile alla famiglia Calì, descritta come vicina al clan Senese. Ad agosto, come ricordano anche le cronache del Corriere, gli attentati simili nella Capitale e in provincia erano già una lunga scia: tredici in tre mesi. Un dato che dà la misura di quanto il fenomeno sia ormai sistematico, non episodico.
Gli obiettivi: sempre le stesse facce
Il quadro che emerge dalle indagini è inquietante e allo stesso tempo parlante. A San Basilio un ordigno è stato collocato sotto l'abitazione di un uomo con precedenti per droga. A Don Bosco una bomba ha distrutto una vineria. All'Alessandrino è stata danneggiata la serranda di una sala slot gestita da una persona con precedenti per stupefacenti.
Il 2 ottobre era stata presa di mira la Costantino Rent Cars, l'autonoleggio dei fratelli Emanuele e Alessio Costantino, tra Borghesiana e Tor Bella Monaca. I due, considerati vicini a Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, nel 2021 erano scampati a un agguato attribuito a Giuseppe Molisso, indicato come braccio destro di Michele Senese.
E qui viene il dettaglio che gli investigatori non passeranno sotto silenzio. Sul profilo Instagram della sala scommesse Vincendo, tra i pochissimi follower, spiccano proprio i fratelli Costantino e la Travis Car. Due dei bersagli delle bombe esplose da maggio in poi. Le vittime, o presunte tali, si seguono sui social mentre le bombe esplodono una dopo l'altra: la Roma criminale è piccola, e i carabinieri lo sanno bene.
Da giugno una scia di ordigni
La sequenza non nasce in ottobre. Tra giugno e agosto altre bombe carta erano state lasciate davanti ad abitazioni in diversi quartieri: Romanina, Prato Fiorito, Tuscolano, Tor Bella Monaca e Torre Maura. Nel mirino era finita anche la Travis Car di via Casilina, all'Alessandrino, dove era stata collocata una doppia bomba. Il titolare, Manuel Sammarco, era stato fermato nel 2023 con un chilo di cocaina, come riporta RomaToday nel ricostruire il contesto degli attentati.
La ripetizione degli attacchi, la varietà degli obiettivi e la concentrazione geografica degli episodi rappresentano gli elementi su cui gli investigatori devono fare chiarezza. La presenza di persone con precedenti o legami ipotizzati con ambienti criminali non basta, tuttavia, a dimostrare l'esistenza di un'unica regia, né a ricondurre automaticamente tutti gli episodi a una stessa matrice. È la prudenza doverosa di chi indaga, ma è anche la fotografia di una città dove la criminalità organizzata opera con una libertà d'azione imbarazzante.
Chi indaga e cosa succede adesso
Le indagini sono affidate ai carabinieri della tenenza di Ciampino, impegnati a ricostruire l'esatta dinamica dell'esplosione e a individuare i responsabili. I militari dovranno stabilire chi abbia piazzato l'ordigno davanti al centro scommesse e se esistano elementi concreti per collegare il nuovo episodio agli attentati registrati a Roma Est negli ultimi giorni e nei mesi precedenti, come conferma anche RaiNews.
Intanto i cittadini di Ciampino si svegliano con i detriti davanti alla porta di casa e la domanda che ormai pesa su tutta la periferia est: chi è il prossimo? A un Paese che si dice sicuro, sedici bombe in sei mesi sono una risposta imbarazzante.
Domande frequenti
Cosa è esploso a Ciampino nella notte del 23 ottobre?
Un ordigno rudimentale, verosimilmente una bomba carta, collocato davanti all'ingresso del centro scommesse Vincendo in via della Folgarella. L'esplosione è avvenuta intorno alle 00:30, senza feriti.
Quante bombe carta sono esplose a Roma nel 2026?
Sedici da maggio nell'area sud est della Capitale, di cui sette solo nel mese di ottobre, secondo la ricostruzione di la Repubblica.
Chi conduce le indagini sull'attentato di Ciampino?
I carabinieri della tenenza di Ciampino, con il supporto dei vigili del fuoco del distaccamento di Marino per le verifiche strutturali.
Esiste un collegamento tra le bombe a Roma Est?
Gli investigatori stanno valutando l'ipotesi, considerando la concentrazione geografica degli episodi e i legami ipotizzati con ambienti legati al clan Senese, ma per ora nessuna regia unica è stata dimostrata.
