Roberto Vannacci ha attaccato i sondaggi, accusato le agenzie demoscopiche di manipolare la realtà e spiegato che preferisce i selfie nei treni ai numeri di voto. L'europarlamentare, leader di Futuro Nazionale, ha parlato a Milano durante un punto stampa con il candidato sindaco Carmelo Burgio, secondo quanto riporta DAGOSPIA, mentre il suo partito continua a perdere terreno nelle rilevazioni.
Il generale non ha usato mezzi termini: i sondaggi sono «fatti da agenzie ammaestrate che non hanno lo scopo di rappresentare la realtà ma quella di manipolarla». E per dimostrare che il partito invece cresce, ha tirato fuori i suoi indicatori personali.
«I veri sondaggi li faccio per strada»
Vannacci ha spiegato di non fidarsi dei sondaggi da quando esiste Futuro Nazionale. «Ne escono cinque o sei a settimana», ha detto, ma lui guarda altrove. «I veri sondaggi li faccio per la strada, li ho fatti al Lucca Comics tre giorni fa dove sono stato assalito dai giovani, li faccio nelle stazioni e li ho fatti oggi in treno dove sono venute in decine a farsi un selfie con me», ha dichiarato, come riportano Il Giorno e Dire.
L'ex generale ha aggiunto un altro dato che secondo lui dimostra la crescita del partito: la media di mille iscritti in più ogni settimana. Le interazioni sui social network invece non lo interessano, anche se sui suoi profili «c'è sempre tanto interesse».
Non è finita. Vannacci ha evocato una «regia esterna» contro il suo partito. Secondo il leader di Futuro Nazionale qualcuno si sarebbe spaventato della «crescita vertiginosa» del movimento e avrebbe tentato di farlo sparire dai media, tirando in ballo persino i giornali di destra.
La mossa è nota: quando i consensi calano, si grida al complotto. E chi segue la politica italiana ricorda che anche Giorgia Meloni, nei momenti difficili, ha evocato complotti mediatici. La differenza è che Meloni i consensi li ha poi conquistati sul serio, governando. Vannacci rischia di restare con i selfie e le cene nostalgiche.
La bordata al centrodestra e l'attacco diretto a Meloni
La parte più esplosiva dell'intervento riguarda il rapporto con il centrodestra. Vannacci ha dichiarato di non volersi avvicinare «a chi sta portando avanti un'agenda Draghi da ormai quattro anni». Un attacco frontale a Meloni e al suo governo.
E poi la domanda velenosa rivolta direttamente alla premier: «Voglio far perdere il centrodestra? Rispondo: come mai Meloni vuole far vincere la sinistra?». Un'accusa senza alcun fondamento, che serve solo a giustificare la parabola discendente di un partito che non decolla.
La verità, come nota La Sintesi, è un'altra: Vannacci sta crollando nei sondaggi e reagisce urlando al complotto mediatico. I dati sono «palesemente ammaestrati e costruiti a tavolino», secondo il leader di Futuro Nazionale, che accusa la stampa di fare pressione psicologica sulla sua comunità politica.
Ordine pubblico: «Casa per casa, pagheranno sino all'ultimo centesimo»
Sui disordini che hanno insanguinato Milano, Vannacci ha annunciato la linea di Futuro Nazionale in materia di sicurezza. Il partito porterà avanti provvedimenti per far pagare i danni a chi li ha commessi e non al Comune di Milano. «Li andremo a cercare casa per casa», ha promesso, riferendosi ai teppisti responsabili dei saccheggi.
«Dovranno pagare sino all'ultimo centesimo con decenni di decurtazione delle loro buste paga e con lavori socialmente utili», ha aggiunto. «La libertà di manifestazione è garantita dalla Costituzione ed è garantita dal sottoscritto. Ma da nessuna parte si prevede che la manifestazione diventi una scusa per mettere a ferro e fuoco una città».
Vannacci ha anche espresso vicinanza ad alcuni settori che hanno manifestato, riconoscendo il problema del caro energia e le difficoltà di giovani e commercianti, ridotti all'osso da politiche sbagliate anche a Milano. Ma ha tracciato una linea netta: «Una cosa è manifestare, una cosa è portare avanti atti criminali e delinquenziali. E per i criminali noi non abbiamo quartiere».
Sul tema legge e ordine, però, Vannacci ha un problema concreto. La premier Meloni ha battuto proprio su quel tasto e ha ripreso consensi tra gli elettori della destra. La concorrenza del generale su questo terreno, oggi, appare più debole di quanto lui voglia ammettere.
La cena sulla Marcia su Roma: «Una ricorrenza storica»
L'episodio più discusso riguarda le cene organizzate negli ultimi giorni per ricordare la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922. Vannacci non ha colto l'occasione per prendere le distanze. Al contrario, ha difeso quelle iniziative senza mezze misure.
«La Marcia su Roma, il 28 ottobre del 1922, è una data storica, quindi se abbiamo delle persone che si interessano di storia e che vogliono ripercorrere quei momenti storici, non vedo quale sia il problema», ha detto, come riporta Ragionierieprevidenza.
Interrogato dai cronisti su una sua eventuale partecipazione, l'ex generale non ha chiuso la porta: «Perché no? Non ho partecipato però se mi viene proposta una conferenza, una cena, un'occasione nella quale si ricorda un evento storico, io non faccio distinzione».
Vannacci ha poi paragonato quelle cene alle ricorrenze dell'unità d'Italia o della rivoluzione francese. «Non vedo perché ci debba essere così tanto sbalordimento per un evento storico di questo tipo. Dal mio punto di vista sono ricorrenze storiche come ce ne sono tantissime». E a chi gli faceva notare che durante quelle cene vengono esposti simboli del fascismo, ha risposto con una domanda: «C'è qualcuno che a queste cene ha proposto di ricostituire il partito fascista?».
Perché Vannacci rischia di restare isolato
Il quadro che emerge da Milano è quello di un leader in difficoltà che moltiplica i colpi di scena per restare al centro dell'attenzione. I sondaggi calano, gli addii nel partito si moltiplicano, e la risposta è sempre la stessa: complotti, media ostili, agenzie ammaestrate.
Vannacci ha persino citato Enrico V di Shakespeare per congedare chi lascia Futuro Nazionale: «A quelli che se ne vanno noi forniremo cavalli riposati e vivande fresche per allietare il loro viaggio». Il partito, ha concluso, vuole «quelli veri», fino a diventare «una banda di fratelli, una band of brothers».
Le dichiarazioni sulla Marcia su Roma, però, rischiano di costare care. La destra italiana che governa il Paese ha costruito il proprio successo proprio allontanandosi dalle derive nostalgiche, e Meloni non ha alcuna intenzione di farsi trascinare in questi giochi. Il rischio per Vannacci è quello di parlare a una platea sempre più piccola, fatta di cene commemorative e selfie in treno, mentre il Paese guarda altrove.
Domande frequenti
Cosa ha detto Vannacci sui sondaggi?
Vannacci ha definito i sondaggi «ammaestrati» e ha accusato le agenzie demoscopiche di manipolare la realtà anziché rappresentarla, sostenendo che i suoi indicatori, come gli iscritti e i contatti per strada, danno il partito in crescita.
Cosa ha annunciato Vannacci sui disordini di Milano?
Il leader di Futuro Nazionale ha annunciato che i teppisti responsabili dei danni verranno cercati «casa per casa» e dovranno pagare «sino all'ultimo centesimo» con decurtazioni dalle buste paga e lavori socialmente utili.
Perché le dichiarazioni sulla Marcia su Roma sono controverse?
Vannacci ha difeso le cene organizzate per ricordare la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922, definendole una semplice «ricorrenza storica» e non escludendo la propria partecipazione a iniziative simili, nonostante in quelle occasioni vengano esposti simboli del fascismo.
