Le Jabra Evolve3 65 Flex arrivano sul mercato con un'idea precisa: una sola cuffia per chi vive tra casa, ufficio, treno e postazioni condivise, senza portarsi dietro l'ingombrante asta microfonica delle cuffie aziendali classiche. La prova, pubblicata il 1° novembre da Sky, le ha messe alla prova per una settimana tra open space, casa e mezzi pubblici, con un verdetto interessante e un prezzo che fa riflettere: 361 euro.
Il punto centrale è l'assenza del braccetto microfonico. La voce viene catturata da sei microfoni digitali MEMS e ripulita dai rumori tramite la tecnologia ClearVoice, basata sul deep learning. Jabra dichiara una precisione superiore al 95 per cento nel riconoscimento delle parole all'aperto. Funziona, e anche bene: durante i test nessun interlocutore ha chiesto di ripetere una parola, nemmeno in una redazione con una decina di persone che parlano contemporaneamente.
Leggerezza e portabilità: il vero argomento di vendita
Sul fronte della mobilità le Evolve3 65 Flex giocano in casa. Pesi sulla bilancia: 143 grammi, formato on-ear, struttura ripiegabile che una volta chiusa occupa poco più dello spazio di uno smartphone. La custodia rigida inclusa nella confezione contiene anche il dongle Bluetooth Jabra Link 390 e il cavo USB. Il design sobrio, senza archetto, le rende meno riconoscibili come prodotto aziendale: si possono infilare in un giacchetto e nessuno in metropolitana capisce che siete in cuffia da lavoro.
L'assemblaggio appare solido, senza scricchiolii, anche se la plastica non comunica chissà quale pregio. Segnale positivo per chi guarda al lungo periodo: batteria e cuscinetti sono sostituibili, e la scheda tecnica dichiara il 37 per cento di materiali riciclati o biocircolari con confezione certificata FSC. In un'epoca in cui l'obsolescenza programmata è la regola, un prodotto pensato per essere riparato merita una menzione.
Come si comportano nelle chiamate
Il compromesso però esiste, e va detto con chiarezza. Gli algoritmi separano bene la voce dai rumori di fondo, ma non restituiscono sempre la stessa naturalezza di un microfono posizionato davanti alla bocca. In treno o in un bar affollato la voce può diventare più metallica, restando comunque comprensibile. Sparisce anche il gesto del
