Il cantautore siciliano Giuse The Lizia ha pubblicato il suo nuovo album MDMA (Mica Dobbiamo Morire Adesso), uscito il 31 ottobre 2026 per l'etichetta Maciste Dischi. Undici canzoni che parlano d'amore, di soldi, di precarietà e di quella sensazione, condivisa da un'intera generazione, di arrivare sempre tardi rispetto a quello che la vita dovrebbe aver già consegnato.
Il titolo è una provocazione, non uno slogan da discoteca. MDMA sta per Mica Dobbiamo Morire Adesso, una frase diventata un piccolo mantra personale dell'artista, come racconta l'intervista pubblicata da Sky, che ha seguito il cantautore per una giornata a Bologna, la città dove ha studiato per sei anni, poco prima del suo trasloco a Milano.
Chi è Giuse The Lizia e cosa racconta in MDMA
Giuse The Lizia, nome d'arte di Giuseppe, è un cantautore siciliano con una laurea magistrale in giurisprudenza nel cassetto e un passato da Sanremo Giovani nel 2023. Dopo il disco d'esordio Crush, ha pubblicato Internet nel 2024 e Internet Explorer nel 2025, due passaggi che secondo il cantautore sono serviti a concentrarsi sulla scrittura e a parlare d'amore in modo più diretto, con suoni più acidi e spinti.
Il nuovo album, come riassume Cosmopolitan, attraversa undici tracce, tra cui un featuring con Ariete, e prova a sostituire l'ansia delle aspettative con una cosa molto più semplice: la possibilità di cambiare strada.
«Siamo cresciuti con la consapevolezza di essere una generazione più sfigata», ha detto il cantautore a Sky, commentando il brano Vietnam, dove canta di «morire vecchi senza la pensione, senza casa al mare». «Per altre generazioni quelle cose erano un punto di arrivo, noi siamo arrivati in ritardo».
Perché il disco parla a chi ha trent'anni e nessuna certezza
Il cuore dell'album è qui: una generazione che si sente adulta senza aver ancora capito chi vuole diventare. Come nota Fourzine, con MDMA Giuse racconta un momento di passaggio, un'età fatta di aspettative e contraddizioni, in cui alla voglia di costruire il proprio futuro si accompagna la paura di non essere abbastanza.
Non è musica impegnata, non ci sono comizi. Ma è difficile non leggere, dentro questi versi, il ritratto di un'Italia che ha promesso troppo e mantenuto poco: lavoro precario, pensioni fantasma, case irraggiungibili. Le stesse ansie che negli ultimi anni hanno spinto milioni di giovani a guardare con sfiducia alle élites che gestiscono il Paese da decenni, e che invece di risposte hanno distribuito slogan.
Su questo terreno Giuse The Lizia è onesto fino alla scomodità. In Meglio del Peggio si paragona a un sessantenne senza figli né parenti, cui si sono spenti pure i sogni. «Spesso siamo più vecchi dell'età che abbiamo», ammette. «Ho sogni e ambizioni, sono un dreamer. La canzone esorcizza la paura di una vita senza ambizione».
