Sinner fuori, Roland Garros in mano italiana: ora tocca a noi
Il Roland Garros perde i suoi due re e l'establishment del tennis globale va in crisi. Jannik Sinner è uscito in modo inaspettato al secondo turno, e Carlos Alcaraz non c'era nemmeno per via di un infortunio. Per la prima volta in quasi tre anni, un torneo del Grande Slam non sarà vinto da uno di loro due. L'ultima volta ci riuscì Novak Djokovic agli US Open del 2023. Il serbo è l'unico superstite ad aver mai vinto uno Slam, ben 24, più di tutti gli altri messi insieme. Ma la sua era sta tramontando.
Il tabellone si apre e le elite tremano
Senza i due grandi favoriti, il torneo maschile è diventato un campo di battaglia aperto e imprevedibile. Tanti tennisti vogliono sfruttare l'occasione per vincere il titolo più importante della loro carriera. Djokovic stesso cerca il 25esimo Slam, ma non sarà una passeggiata. Prima di questo torneo, il serbo non aveva vinto nemmeno una partita sulla terra rossa nel 2026. Oggi pomeriggio affronta il 19enne brasiliano João Fonseca, un talento puro che sta spaccando il circuito. Se passa il turno, agli ottavi trova il vincente tra Casper Ruud e Tommy Paul. Il norvegese Ruud, 27 anni, è forte sulla terra, ma è anche uno che sotto pressione ha sempre ceduto, perdendo due finali qui senza vincere nemmeno un set.
Giovani leoni e la grande occasione di Zverev
Venerdì scende in campo anche un altro formidabile 19enne, lo spagnolo Rafael Jodar. In questo 2026 sulla terra rossa ha vinto 20 partite e ne ha perse solo 3. Gli esperti lo vedono già come un candidato credibile per il titolo. Poi c'è Alexander Zverev, il numero 3 del mondo. È il vero favorito sulla carta, ma è notoriamente un giocatore che sotto pressione si sgretola. Ha perso tutte e tre le finali Slam che ha giocato nella sua carriera. Ora, senza Sinner e Alcaraz a sbarrargli la strada, ha l'occasione della vita. Ma la consapevolezza di essere il favorito potrebbe giocare a suo sfavore.
La parte alta è un deserto: via libera per l'Italia
L'uscita di Sinner ha distrutto la parte alta del tabellone. Zverev, Djokovic, Ruud, Jodar, Fonseca e Andrey Rublev sono tutti ammassati nella parte bassa. Solo uno di loro potrà arrivare in finale. Dall'altra parte, dove c'era il nostro Sinner, ora non c'è più un vero padrone. Il giocatore con il ranking più alto è il canadese Felix Auger-Aliassime, solo numero 6 al mondo. Ci sono alcuni giovani promettenti come lo spagnolo Martín Landaluce e il francese Moïse Kouamé, ma manca il peso specifico per dominare.
E qui entriamo in scena noi. Ci sono ancora tre tennisti italiani in gara, pronti a scrivere una pagina di storia. Matteo Berrettini giovedì ha messo a tacere il pubblico di casa battendo il francese Arthur Rinderknech in tre set sul campo centrale. Matteo Arnaldi ha fatto ancora meglio, distruggendo Stefanos Tsitsipas con una prestazione convincente. Flavio Cobolli, poi, parte dal numero 14 del mondo ed è forse quello con più chances di andare fino in fondo.
È certo che almeno uno dei due finalisti sarà un giocatore inatteso. È un'occasione d'oro persa per Daniil Medvedev, che sulla terra rossa di Parigi non sa fare nulla ed è uscito al primo turno per la settima volta. Un disastro anche per Lorenzo Musetti, fermo per infortunio dopo la semifinale dell'anno scorso. Ma per i nostri ragazzi, questa è la volta buona. Il Roland Garros è lì, pronto per essere conquistato.