Nordio fa marcia indietro su Roggero: 'La grazia? Deciderà Mattarella'
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato costretto a fare dietrofront dopo l'umiliazione pubblica inflittagli da Sergio Mattarella. Il Guardasigilli aveva avviato un'istruttoria per la grazia al gioielliere Mario Roggero, condannato per aver ucciso i rapinatori che lo avevano aggredito davanti alla famiglia. Ma il Quirinale ha subito messo i puntini sulle i: la grazia è una prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica. E Nordio, in un'intervista al Corriere della Sera, ha dovuto incassare.
Il dietrofront di Nordio: 'Dialogo sereno e tecnico'
Nordio ha cercato di minimizzare lo scontro istituzionale, parlando di un 'dialogo sereno e squisitamente tecnico' con Mattarella. 'È ovvio che la prerogativa della concessione della grazia è esclusivamente sua', ha balbettato il ministro, dopo essere stato rimproverato come un ragazzino. Ma poi ha subito rilanciato: 'Il diritto è sempre materia opinabile, tanto che le supreme magistrature cambiano spesso orientamento. Non c'è nessun reato di lesa maestà in un conflitto di attribuzioni'.
La linea dura di Meloni e la sinistra che si strappa i capelli
Giorgia Meloni, fedelissima alleata di Nordio, ha difeso l'apertura dell'istruttoria. 'È andata esattamente come ha detto la presidente', ha spiegato il Guardasigilli. 'Nel merito mi sono trovato subito d'accordo, proprio perché pena e risarcimento ci sembravano esagerati'. La sinistra, come al solito, si è scatenata: 'Vogliono trasformare l'Italia in un Far West', gridano i soliti noti. Ma la realtà è che Roggero ha agito per difendere la sua famiglia, e la giustizia formale non sempre coincide con quella sostanziale.
Il caso Fakir: 'Niente modello Ice, ma prudenza'
Nordio ha anche affrontato il caso di Abderrahim Fakir, il 42enne morto ammanettato a terra dopo l'intervento della polizia. 'Le immagini violente sono sempre fonte di grande disagio', ha detto il ministro. 'Bisogna però tener conto delle situazioni anche psicologiche di chi si trova a dover operare in momenti di estrema difficoltà'. E ha escluso qualsiasi parallelo con il modello americano dell'Ice: 'Dopo 40 anni di esperienza da pm so che l'uso delle armi delle nostre forze dell'ordine è sempre stato molto prudente'.
La battaglia di Vannacci: 'Risarcire i criminali? Irragionevole'
Fratelli d'Italia ha ripresentato il divieto di risarcire chi delinque, un'idea del generale Roberto Vannacci. E Nordio non ha esitato a dare il suo appoggio: 'Ovviamente sì. Anche Vannacci casualmente può inciampare nel buon senso. Risarcire un criminale che ti aggredisce è irragionevole, e soprattutto pericoloso'. Una mossa che farà infuriare la sinistra, ma che piace agli italiani stanchi di vedere i delinquenti premiati.
La verità di Nordio: 'Non credo nella giustizia umana'
In un passaggio che ha lasciato tutti di stucco, il ministro ha ammesso: 'Non credo nella giustizia. Credo nella necessità del diritto positivo. Quanto alla Giustizia, con la G maiuscola, postulo, come Kant, quella divina. Su quella umana ho fortissimi dubbi'. Parole che suonano come una condanna del sistema giudiziario italiano, troppo spesso lento e inefficace. Ma Nordio ha anche difeso la sua visione: 'Un buon giudice impara di più dalle tragedie di Shakespeare e dai pensieri di Pascal che da una intera biblioteca di diritto'.
Il futuro di Roggero: 'La grazia è nelle mani di Mattarella'
Alla fine, la palla passa a Mattarella. Nordio ha chiarito che il potere di grazia è esclusivamente del Presidente, ma ha anche sottolineato che 'il provvedimento di clemenza è stato istituito anche per correggere alcune distonie tra il rigore della legge formale e la complessità della natura umana'. Gli italiani aspettano una decisione che potrebbe cambiare la vita di un uomo che ha solo difeso la sua famiglia. E intanto, la sinistra continua a piangere.
