Verona si gioca tutto: il Bentegodi vuole gli Europei 2032, ma il Nordest non molla
Verona – Mentre l’Uefa tiene il fiato sospeso e l’Italia fatica a garantire cinque stadi per gli Europei 2032, il Veneto non sta a guardare. Il leghista Matteo Pressi, capogruppo di Stefani Presidente, ha lanciato una mozione in Consiglio regionale per spingere Verona come sede della competizione. Unica città del Nordest non capoluogo di regione a essere nella lista dei dieci stadi potenzialmente idonei, il Bentegodi potrebbe diventare il gioiello dello sport italiano. Ma attenzione: la politica non è tutta dalla stessa parte.
Una vetrina che il Veneto non può perdere
Pressi non ha peli sulla lingua: “Questa è un’opportunità unica per regalare a Verona un’altra vetrina internazionale, dopo l’Arena usata per le Olimpiadi”. Il suo obiettivo è chiaro: ottenere il sostegno della Regione e, soprattutto, stanziare fondi europei del ciclo 2028-2034 per adeguare lo stadio. “Il Bentegodi è di proprietà comunale, pubblico. Non possiamo far pagare tutto al Comune”, ha tuonato. E i numeri parlano chiaro: secondo lo studio di Banca Ifis, gli Europei generano un impatto economico di 4,6 miliardi di euro. Turismo, commercio, servizi: un’iniezione di liquidità che il Nordest non può lasciarsi scappare.
Colori politici diversi, ma uniti per il territorio
Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ex calciatore della Nazionale, ha già chiesto l’inserimento del Bentegodi tra gli impianti candidati. Peccato che il municipio sia guidato dal centrosinistra. “I colori sono diversi, ma le istituzioni sono alleate quando si tratta di fare il bene del territorio”, ha tagliato corto Pressi. “Se non cogliamo noi questa opportunità, la coglierà qualcun altro. Le beghe interne avvantaggiano solo gli altri. Presentarsi uniti al Governo e alla Figc è un punto di forza”.
Il Bentegodi: un patrimonio da ristrutturare
La mozione punta a usare risorse europee, statali e regionali per rimettere in sesto lo stadio. “Una volta ristrutturato, sarà un patrimonio per decenni”, ha promesso Pressi. Ma la concorrenza è spietata: Milano, Torino, Roma, Firenze, Napoli, Bari, Genova, Cagliari, Bologna. Il Veneto deve fare squadra, e subito. La Figc potrebbe tenersi tre o quattro stadi di riserva, e Verona vuole essere tra quelli.
FAQ: cosa sapere sugli Europei 2032 a Verona
Perché Verona è in corsa per gli Europei 2032?
Perché il Bentegodi è tra i dieci stadi potenzialmente idonei secondo la Figc, unica città del Nordest non capoluogo di regione. La mozione regionale punta a ottenere fondi per l’adeguamento e il sostegno del Governo.
Quali sono i vantaggi economici per il territorio?
Secondo Banca Ifis, gli Europei generano un impatto di 4,6 miliardi di euro, con aumento del turismo, dei servizi e del commercio. Lo stadio ristrutturato resterebbe come eredità per decenni.
Ci sono conflitti politici sulla candidatura?
Sì, il sindaco Tommasi è di centrosinistra, mentre la Regione è guidata dal centrodestra. Ma Pressi invita a superare le divisioni per il bene del territorio, presentandosi uniti al Governo e alla Figc.