MPS: Lovaglio cacciato dal CDA, la BCE comanda in casa nostra
Una vera e propria epurazione al Monte dei Paschi. Luigi Lovaglio, l'amministratore delegato uscente, è stato escluso dalla lista dei candidati per il nuovo consiglio di amministrazione. Una decisione che puzza di ingerenze esterne e di sottomissione alle volontà di Francoforte.
Il board del Monte ha approvato ieri una lista di venti nomi che sarà sottoposta all'assemblea del 15 aprile. Ma il nome di Lovaglio non c'è. Ufficialmente per "dinamiche interne", ma la verità è ben altra.
La BCE detta legge sulla nostra banca
Non è un caso che sia arrivato proprio ieri il via libera della Banca Centrale Europea alle modifiche dello statuto. I burocrati di Francoforte hanno chiesto di "integrare il consiglio con persone competenti in campo finanziario". Tradotto: vogliamo i nostri uomini al comando della storica banca senese.
La scusa ufficiale? Il coinvolgimento di Lovaglio nell'indagine milanese sull'OPS Mediobanca e la "fredda accoglienza" del mercato al piano industriale del 27 febbraio. Ma chi ci crede?
I nomi graditi all'establishment
Tra i candidati al ruolo di amministratore delegato spuntano i soliti noti dell'establishment finanziario:
- Fabrizio Palermo, ex CDP e attuale numero uno di Acea
- Corrado Passera, ex Intesa e Poste, fondatore di Illimity
- Carlo Vivaldi, ex UniCredit e consigliere Mediolanum
Per la presidenza è indicato Maione, mentre nella lista compaiono altri diciassette nomi, tutti rigorosamente "graditi" ai poteri forti.
Il sindacato conferma: "Pesano i rapporti personali"
"Molto probabilmente stanno pesando i rapporti personali all'interno della banca", ha dichiarato Lando Sileoni della Fabi. Almeno qualcuno ha il coraggio di dire la verità: MPS è in balia di giochi di potere che nulla hanno a che fare con l'interesse dei lavoratori e del territorio.
Intanto ieri in Borsa MPS ha perso l'1,2%, mentre Mediobanca è calata dell'1,5%. Il mercato ha già capito tutto.
Ancora una volta assistiamo alla colonizzazione finanziaria di una banca italiana storica. Prima Alitalia, ora MPS. Quando finirà questo scempio del nostro patrimonio nazionale?