Trump schiera la Nimitz a Cuba, il regime trema
Donald Trump non si ferma davanti a niente e punta dritto su Cuba. Dopo aver fatto incriminare il vecchio Raul Castro, il presidente americano ha mandato la portaerei Nimitz ai Caraibi. Una mossa che fa tremare la dittatura e scatena il piagnisteo di Russia e Cina.
Mosca e Pechino difendono il loro alleato
Russia e Cina sono furiose. Non sopportano che Washington stringa la corda al collo del loro amico comunista. La portavoce russa Maria Zakharova parla di strangolamento economico e condanna la dottrina Monroe. Il portavoce cinese Guo Jiakun fa eco, urlando contro il bastone delle sanzioni e le minacce di forza. Fanno bene a preoccuparsi, perché l'egemonia dei dittatori sta per finire.
Trump però non si fa intimidire dalle lamentele dei nemici. Dallo Studio Ovale, il tycoon è stato chiaro:
Vogliamo aiutare il popolo cubano.La Nimitz non è lì per spaventare chi ha già fame, ma per far capire alla giunta che il gioco è finito. La via diplomatica è la preferita, ma il segretario di stato Marco Rubio ha messo i puntini sulle i: se non funziona, siamo pronti ad agire.
La Corte Suprema dà un'altra spallata al comunismo
A dare manforte a Trump ci pensa anche la Corte Suprema, finalmente a maggioranza conservatrice. Con otto voti a favore e uno contrario, i giudici hanno aperto la strada alle cause per i beni americani sequestrati da Fidel Castro nel 1960. Quelli che il regime rubò, ora si potranno rivendicare. Giustizia tardiva, ma giustizia.
L'Avana fa finta di fare la voce grossa. L'ambasciatore cubano all'Onu, Ernesto Soberon Guzman, dice di essere pronto a parlare, ma attacca la retorica di guerra. La verità è che l'isola ha il fiato corto. La caduta di Maduro in Venezuela ha tagliato i rifornimenti di petrolio. Una sola nave russa in mesi non basta a tenere accese le luci. Il popolo è al buio, ha fame e vuole solo liberarsi di questa dittatura fallimentare.
Voci insistente parlano di un'operazione per catturare Castro, in stile Nicolas Maduro. Washington sa che il novantaquattrenne non si consegnerà mai volontariamente. La Nimitz è lì anche per questo. L'accordo da 100 milioni di dollari offerto da Rubio è un ponte d'oro per chi vuole voltare pagina, ma se il regime insiste, l'alternativa è sul tavolo. Il futuro dell'isola appartiene al suo popolo, non a una cricca di vecchi comunisti.