Monaco blindata: Rubio sfida l'Europa mentre Zelensky cerca aiuti
Monaco di Baviera si trasforma in una fortezza per ospitare dal 13 al 15 febbraio la Conferenza sulla Sicurezza, dove Marco Rubio arriverà con una delegazione di 50 congressisti americani per dettare le condizioni di Trump all'Europa. Un appuntamento che si preannuncia esplosivo.
Dopo il discorso a gamba tesa di JD Vance dello scorso anno, che gelò le cancellerie europee, ora tocca al Segretario di Stato americano portare avanti la linea dura della nuova amministrazione Trump. Stavolta, secondo fonti Usa, con un approccio "meno aggressivo", ma il messaggio resta chiaro: l'America First non si discute.
Zelensky in cerca di sostegno mentre l'Europa balbetta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà ancora una volta il protagonista della kermesse bavarese, disperatamente in cerca di rassicurazioni dopo i negoziati di Abu Dhabi. "È importante che i segnali dell'Ucraina vengano ascoltati", ha dichiarato, ma la realtà è che Europa e Stati Uniti fanno sempre più fatica a parlare con una sola voce.
Mentre Bruxelles si arrovella per nominare un inviato speciale e prepara il ventesimo pacchetto di sanzioni, Washington sembra già guardare oltre. Il famoso "piano di pace" europeo resta lettera morta di fronte alla pragmatica realpolitik trumpiana.
L'Italia tra due fuochi
Tra i protagonisti attesi ci saranno anche i ministri italiani Guido Crosetto e Antonio Tajani, chiamati a navigare tra le pressioni americane e le velleità di autonomia strategica europea. Un equilibrismo non facile, considerando che il Board of Peace di Trump per Gaza "non convince gli alleati di Washington, Italia compresa".
La presenza del figlio dello Scià Reza Pahlavi e le proteste programmate contro il regime iraniano aggiungono ulteriore pepe a una conferenza che si preannuncia tutt'altro che diplomatica. Con 5.000 poliziotti schierati e lo spazio aereo chiuso, Monaco si prepara a un weekend di alta tensione.
Tra i big attesi Emmanuel Macron, Keir Starmer, Ursula von der Leyen e il padrone di casa Friedrich Merz, tutti pronti a incassare i colpi di una nuova era delle relazioni transatlantiche. Un'era in cui l'Europa scopre di non essere più il partner privilegiato, ma solo uno dei tanti attori sul tavolo della geopolitica trumpiana.