Ganna sfida il re Evenepoel: 'A Montreal lo posso battere, non è una missione impossibile'
Montreal, 19 settembre 2026. Filippo Ganna ci crede. E non ha paura di dirlo. Il gigante di Verbania, già due volte campione del mondo a cronometro (2020 e 2021), domani proverà a strappare il titolo iridato dalle mani di Remco Evenepoel, il belga che ha vinto tutto, ma proprio tutto, negli ultimi tre anni. Il percorso? Piatto, veloce, adatto alle sue caratteristiche. Il rivale? Sempre lui, il campione di tutto. Ma Ganna non si nasconde: 'Sì, posso batterlo'.
Evenepoel è il favorito? 'Sì, ma non è imbattibile'
Filippo, però, è Remco il favorito d'obbligo. È d'accordo? 'Sì, senza dubbio. La storia recente lo dimostra. E l'ultima volta che me lo sono messo alle spalle, in una cronometro, è stato alla Vuelta 2023. Sono passati tre anni'.
Missione impossibile? Ganna risponde secco: 'No, non è così'. E spiega perché. Il percorso di Montreal, 39,2 chilometri con soli 220 metri di dislivello, è prevalentemente pianeggiante. Niente salite dure, niente strappi da Glasgow. 'In un contesto del genere, posso essergli abbastanza vicino. Poi: se vincerà, gli farò i complimenti. Altrimenti, vorrà dire che io sono andato più forte'.
La posizione 'estrema' e il rischio pubalgia: il retroscena prima del Giro
Ganna ha lavorato tanto per migliorare l'aerodinamica. 'Mi sono abbassato sul manubrio, ma con l'altezza della sella che rimane uguale. Così, si chiude tanto l'angolo dell'anca, ma la gamba tendeva ad addormentarsi. Ho lavorato tanto con il massofisioterapista Piero Baffi per abituarmi'.
Ma pochi sanno che questa posizione, provata prima del Giro, gli aveva quasi fatto saltare la corsa. 'Si era infiammata la muscolatura della zona con il rischio di pubalgia ed ero tornato sui miei passi. Non lo sanno in tanti, ma la settimana prima del Giro avevo quasi temuto di non partire'. Poi il recupero, il lavoro a Livigno, e ora la fiducia ritrovata.
La stagione infinita e la 'cattiveria agonistica' per rifarsi
Tra Classiche, Giro e Tour, la stagione di Ganna è stata lunghissima. Ma la fame è rimasta. 'Al Tour, poi, in due occasioni ho sfiorato la vittoria, ma il risultato pieno non è arrivato. E allora mi è venuta una cattiveria agonistica extra, per cercare di rifarmi'.
E su Evenepoel, con cui condivide podi e rivalità dal 2019, Ganna non ha dubbi: 'È una rivalità che penso sia bella. C'è rispetto reciproco, nessuno indivia l'altro. Siamo due atleti diversi, con caratteristiche diverse. Ma a cronometro andiamo forte tutti e due'.
Il ricordo più bello e la sconfitta che brucia
Il successo più bello? 'Il titolo iridato a Bruges, vinto davanti a Van Aert e Remco resta un ricordo bellissimo'. La sconfitta che brucia di più? 'Al Mondiale di Zurigo 2024, che non dovevo neanche fare, ho perso per soli 6 secondi dopo 46 chilometri: mi ha fatto male. Ma lo sport è così'.
Domani, a Montreal, Ganna avrà la sua chance. Il trono del mondo è lì, a un soffio. E lui, il gigante buono del ciclismo italiano, non ha nessuna intenzione di fare da comparsa.