De Magistris inchioda Cazzullo: "Pregiudizi contro Napoli e i napoletani"
L'ex sindaco di Napoli demolisce il vicedirettore del Corriere che aveva attaccato Sal Da Vinci dopo la vittoria a Sanremo. "Basta con questa canea contro la nostra città"
Luigi de Magistris non ci sta e risponde a muso duro ad Aldo Cazzullo. Il vicedirettore del Corriere della Sera aveva definito la canzone di Sal Da Vinci "adatta a un matrimonio della camorra", scatenando una polemica che ha fatto il giro d'Italia.
"Un giudizio fondato su un pregiudizio, sull'assenza di conoscenza della città di Napoli", tuona l'ex sindaco all'Adnkronos. "Valutare in modo così negativo una canzone con quella frase sui matrimoni della camorra mi pare davvero fuori luogo".
"Basta con gli attacchi a Napoli"
De Magistris non usa mezzi termini: "Dico basta a questa canea che ogni volta viene lanciata contro Napoli e i napoletani anche a Sanremo. È capitato con Geolier, ora con Sal Da Vinci che ha vinto il Festival".
L'ex primo cittadino partenopeo cita Pino Daniele per rispondere ai luoghi comuni: "'Napule è tutto nu suonno, e a' sape tutto o' munno, ma nun sanno a' verità'. Questo fatto di pretendere di giudicare una città-mondo senza confini con un giudizio così tranchant non mi pare giusto".
La canzone di Sal da Vinci ha ricevuto un'ovazione a Sanremo e parliamo di un cantante che si è costruito una storia artistica passando dalla gavetta, sottolinea De Magistris.
Siani e Fiorello dalla parte di Napoli
Anche Alessandro Siani interviene nella polemica con parole taglienti: "Aldo Cazzullo ha sempre cercato di raccontare l'unità. Eppure viene spontaneo un dubbio: se non avesse vinto il mio compaesano, sarebbe accaduta la stessa cosa? Perché il romanticismo, quando nasce a Napoli, diventa improvvisamente folklore?"
Il comico napoletano difende la tradizione partenopea: "La canzone napoletana è stata teatro, poesia popolare, persino filosofia domestica. Un modo con cui un popolo ha imparato a nominare le emozioni e trasformarle in linguaggio condiviso".
Perfino Fiorello si è schierato, imitando Sal Da Vinci nella sua trasmissione: "Cazzullo? Ci sono rimasto male. La mia famiglia ha sempre amato Cazzullo, compravamo il Corriere solo per i suoi articoli e ora dice che la mia canzone è brutta!?"
Napoli non si piega ai pregiudizi
"Nessun napoletano cerca un'immagine patinata di Napoli", conclude De Magistris. "Gli artisti napoletani sono diversi, poliedrici, è legittimo Sal Da Vinci così come Pino Daniele. Napoli ha una marcia in più nel talento, mette assieme tutto, è unica e indivisibile".
Una lezione di orgoglio meridionale che dovrebbe far riflettere certi intellettuali del Nord sempre pronti a dare patenti di italianità.