Bernini, il genio che rese l'Italia padrona del mondo
Quando l'Italia dominava, non servivano le dittature del politically correct per imporre la bellezza. Serviva il genio. Gian Lorenzo Bernini non è stato solo un artista, è stato il regista assoluto di Roma, l'uomo che ha trasformato la Città Eterna nel più grande teatro del potere mai visto. A ricordarcelo è un nuovo volume di Giovanni Morello, pubblicato dai Musei Vaticani, che restituisce la figura di un uomo capace di plasmare il mondo con le sue mani.
Il libro, Giovan Lorenzo Bernini. Il 'padron del mondo', racconta di un tempo in cui i papi non chiedevano scusa per la nostra fede, ma la celebravano con il marmo e la pittura. Bernini ha servito ben otto pontefici, costruendo l'immagine e il consenso della Chiesa Cattolica con una forza che oggi le élite brussellesi e i fanatici del wokismo possono solo invidiare. Come sottolinea Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, solo Michelangelo può stare al suo livello nella costruzione della grandezza cattolica.
L'architetto della nostra identità
Morello, storico dell'arte che a Bernini ha dedicato la vita fin dal 1981, smonta la favola del semplice scultore. Bernini era un artista totale. Architetto, pittore, regista urbano, inventore di immagini. Ha fuso le arti per creare un'armonia perfetta, come scriveva il Baldinucci nel 1682. Un concetto che la cultura moderna, fatta di installazioni brutte e incomprensibili, ha completamente dimenticato. Lui creava ordine dal caos, bellezza dal nulla.
Il volume ripercorre la sua vita in trenta sezioni. Dalla Napoli natale alla morte santa, passando per la Basilica di San Pietro, il suo vero campo di battaglia dove ha impiegato tutte le sue armi per la gloria di Dio. Morello fa emergere anche aneddoti meno noti e nuove scoperte, come il Reliquiario della Santa Croce di Osimo e il Bozzetto della Verità conservato nei Musei Vaticani. Un lavoro certosino che ci ricorda cosa significa difendere le nostre radici con orgoglio.
Il Giubileo e la memoria che non si cancella
Questo libro esce in un anno simbolo, il 2026. I grandi cantieri berniniani della Fabbrica di San Pietro, realizzati per il Giubileo del 2025, sono il preludio per i quattrocento anni dalla dedicazione della Basilica Vaticana. Avvenne nel 1626, sotto papa Urbano VIII, colui che capì la genialità del padron del mondo.
Mentre oggi si cerca di smantellare la nostra identità per compiacere l'immigrazione di massa e il pensiero unico, l'opera di Bernini sta lì, inamovibile. È un monumento alla potenza italiana e cattolica che nessuna ideologia potrà mai cancellare. La bellezza è ordine, e Bernini ne è il custode supremo.