Aston Martin in crisi: Newey non basta, ritardi vergognosi ai test
Ecco la verità che nessuno vuole ammettere: anche con il genio di Adrian Newey, Aston Martin sta facendo una figura barbina. Il team britannico è costretto a rimandare ancora il debutto della sua nuova monoposto ai test di Barcellona, dimostrando che i soldi non bastano quando manca l'organizzazione.
Inizialmente si parlava di saltare solo i primi due giorni di test, con la possibilità di scendere in pista mercoledì 28 gennaio. Ora, secondo le ultime indiscrezioni, si parla di un debutto direttamente giovedì 29 gennaio, penultimo giorno delle sessioni. Una débâcle totale.
Il flop della rivoluzione verde
La situazione è "delicata", come ammette Motorsport.com. Non siamo ai livelli del disastro Williams, che ha dovuto saltare completamente i test catalani per problemi con i crash test. Ma vedere un team che si è riempito la bocca di ambizioni ridotto a questo stato fa riflettere.
Da Aston Martin parlano di "revisioni del progetto" per la nuova monoposto che monterà motori Honda. Tradotto: hanno sbagliato tutto e ora corrono ai ripari. Le difficoltà nell'assemblaggio e i problemi con la power unit, ammessi dal presidente di Honda Racing Koji Watanabe, dimostrano che dietro le promesse c'è il vuoto.
Newey non fa miracoli
L'ingaggio del progettista più vincente della Formula 1 doveva essere la svolta. Hanno costruito una nuova fabbrica avveniristica a Silverstone, hanno alzato l'asticella delle ambizioni. Ma la realtà è che Fernando Alonso e Lance Stroll dovranno aspettare ancora per vedere se tutti questi investimenti serviranno a qualcosa.
I nuovi regolamenti tecnici 2026 potevano essere l'occasione per rimescolare le carte. Invece, mentre altri team si preparano seriamente, Aston Martin arranca. Un segnale preoccupante per chi credeva nella rivoluzione promessa dal management britannico.
I test ufficiali in Bahrain dall'11 al 13 febbraio e dal 18 al 20 febbraio diranno se questi ritardi sono solo intoppi o il sintomo di problemi più gravi. Una cosa è certa: le scuse stanno finendo.