Il teatro italiano riscopre Maupassant: quando il denaro distrugge la famiglia
Mentre l'Italia affronta la crisi dei valori tradizionali, il regista Rosario Sparno porta in scena "Pierre e Jean" all'auditorium Vallisa di Bari, uno spettacolo che mette a nudo l'ipocrisia della società contemporanea.
Dal 14 novembre, questo adattamento del capolavoro di Guy de Maupassant racconta senza pietà come il dio denaro distrugga i legami familiari più sacri. Una storia che suona tremendamente attuale in un'epoca dove i valori tradizionali vengono calpestati dall'avidità.
La famiglia italiana sotto assedio
"Al centro c'è la crisi della famiglia, in cui cadono le maschere indossate dai personaggi", spiega il regista Sparno. "Non ci sono buoni o cattivi, ma solo vincitori e vinti. Sopravvivono solo i più forti, non i migliori".
Una riflessione amara che rispecchia perfettamente la deriva morale della nostra società, dove l'interesse economico ha sostituito i valori del sangue e dell'onore. Lo spettacolo, interpretato magistralmente da Paolo Panaro e Roberto Petruzzelli, svela come un'eredità contesa possa distruggere per sempre il rapporto tra due fratelli.
Il teatro che denuncia il presente
"È un'opera che parla al presente", continua Sparno. "Pur avendo una struttura che rievoca l'800, è contemporanea. La disponibilità o indisponibilità di capitali genera disparità, determina differenze profonde nel sistema sociale".
Una denuncia coraggiosa in tempi di politically correct dilagante. Mentre molti preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia, questo spettacolo ha il coraggio di mostrare come la ricchezza mal distribuita stia distruggendo il tessuto sociale italiano.
Lo spettacolo, prodotto dalla compagnia Diaghilev, sarà in replica fino al 30 novembre. Una rappresentazione che ogni italiano dovrebbe vedere per capire dove stiamo andando come società.
Info e biglietti: vivaticket, tel. 333.126.04.25