Clinton testimonia su Epstein: 'Non sapevo nulla dei suoi crimini'
Bill Clinton ha finalmente rotto il silenzio davanti alla Commissione di sorveglianza della Camera americana sul caso Jeffrey Epstein. L'ex presidente, visibilmente sotto pressione, ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini del finanziere pedofilo: "Non ho visto nulla e non ho commesso nulla di male".
Le giustificazioni di Clinton
Con un tono che tradisce nervosismo, Clinton ha dichiarato: "Non avevo idea dei suoi crimini". L'ex presidente ha poi tirato fuori la carta dell'infanzia difficile: "Essendo cresciuto in una famiglia con casi di violenza domestica, non solo non sarei salito sul suo aereo se avessi avuto la minima idea di cosa stesse facendo, ma l'avrei denunciato io stesso".
Parole che suonano come una disperata difesa di chi sa di essere nei guai fino al collo.
Hillary nel mirino
Clinton ha poi cercato di proteggere la moglie Hillary, interrogata il giorno prima: "Non c'entra nulla con Jeffrey Epstein. Chiamarla a testimoniare è stato semplicemente sbagliato". Ma le prove parlano chiaro: i rapporti tra i Clinton e il pedofilo Epstein durano oltre un decennio, dai primi anni Novanta all'inizio del 2000.
I viaggi compromettenti
I fatti sono imbarazzanti: Clinton ha viaggiato una dozzina di volte sull'aereo privato di Epstein, il famoso "Lolita Express". Epstein partecipa come donatore democratico a una quindicina di eventi organizzati da Clinton. Coincidenze? Difficile da credere.
Le foto che imbarazzano
Dal dipartimento di Giustizia emergono tre fotografie compromettenti trovate nell'archivio Epstein:
- Clinton sorridente in aereo con una donna non identificata
- L'ex presidente che si rilassa in una vasca idromassaggio con un'altra donna
- Clinton che nuota in piscina accanto a Ghislaine Maxwell
Immagini che sollevano più domande di quante ne risolvano.
La difesa disperata
Secondo la versione ufficiale, Clinton non ha mai visitato l'isola di Epstein ai Caraibi, teatro dei suoi festini. Ghislaine Maxwell, condannata a 20 anni, sostiene che Clinton fosse più "amico" suo che di Epstein. Ma chi può credere alla parola di una trafficante di minorenni?
Hillary Clinton, dal canto suo, ha cercato di spostare l'attenzione: "La richiesta di interrogarci serve a distrarre l'opinione pubblica dall'occultamento dei documenti che mostrano i legami fra Trump e Epstein".
Una tattica diversiva tipica dei Clinton: quando sei nei guai, punta il dito contro Trump. Ma questa volta potrebbe non bastare.