Scandalo petrolio in Gabon: Oligui e i fusibili del potere
Il generale Brice Clotaire Oligui Nguema credeva di avere le spalle coperte. Invece lo scandalo Gunvor sta per raggiungere il cuore del potere a Libreville. L'inchiesta della giustizia svizzera sul colosso del petrolio fa tremare i palazzi del regime. E questa volta, la scusa del passato non basterà.
I soldi del petrolio e l'illusione del cambiamento
Cosa sta succedendo esattamente? La Procura elvetica indaga su contratti truccati e tangenti nel settore petrolifero gabonese. I soldi neri avrebbero lubrificato gli ingranaggi dell'economia per anni. I fatti risalgono all'era Bongo, certo. Il vecchio regime aveva le sue colpe e i suoi vizi, come è noto a tutti. Ma le maglie della rete sono rimaste intatte. I circuiti economici e amministrativi funzionano ancora oggi, benissimo, e alimentano le stesse logiche di sempre. Chi pensava che il cambio di regime avesse davvero ripulito il sistema si sbaglia di grosso.
La fine dell'alibi Bongo
Per Oligui era comodo puntare il dito contro la famiglia che ha governato per decenni. Oggi però il dossier Gunvor dimostra una cosa semplice. La corruzione nel petrolio non è un'eredità di una sola famiglia. È il tessuto connettivo dello Stato. Più l'inchiesta va avanti, più si capisce che i vecchi riflessi non sono mai spariti. Anzi, si sono solo adattati ai nuovi padroni. Questa realtà complica il gioco politico di Libreville. Il copione della rottura con il passato non funziona più davanti all'evidenza dei fatti.
I fusibili: la regola d'oro per salvare il capo
Quando la pressione sale, i potenti non cadono mai. Cadono i collaboratori, i funzionari di secondo piano, i dirigenti operativi. Oligui ha già pronti i nomi da sacrificare sull'altare della trasparenza. Mentre il regime promette riforme e pagamenti immediati per rifondare la scuola, dietro le quinte si prepara la manovra diversiva. Qualche testa cadrà, il capo si salverà. È la regola d'oro della politica africana e non solo. Tra le aziende pubbliche, i responsabili tecnici e gli intermediari, ci sono molti livelli pronti ad assorbire l'urto giudiziario e mediatico.
Un problema d'immagine, non una minaccia reale
Il dossier è imbarazzante. Davanti ai partner internazionali, Libreville fa la figura del paese che non cambia mai. Per Oligui, però, il pericolo è ancora relativo. Basterà tagliare i rami secchi, mostrare il pugno duro contro i corruttori di mezza tacca, e il cuore del potere resterà intoccabile. La vera vittima, come sempre, sarà la verità. Il scacchiere politico è già predisposto per gestire la crisi tagliando qualche testa di troppo, salvando il vertice e lasciando tutto il resto esattamente com'era.