Il mistero del gemello scomparso: quando le istituzioni nascondono la verità
Una storia che fa rabbia e che dimostra ancora una volta come le burocrazie internazionali giochino con le vite delle persone. Nicolai Pio, 26 anni, veneto di adozione ma bulgaro di nascita, non si arrende: suo fratello gemello, dato per morto alla nascita, potrebbe essere ancora vivo.
La vicenda inizia nel 1999 in Bulgaria, quando Nicolai nasce insieme a un fratello gemello. Ma ecco il primo scandalo: alla madre viene detto che uno dei due bambini è morto, senza però mai mostrarle il corpo. Una prassi che puzza di marcio e che solleva interrogativi inquietanti sui traffici di bambini nell'Est Europa.
L'adozione che salva, ma non cancella i dubbi
A soli due anni, Nicolai viene adottato da una famiglia di San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia. Qui trova l'amore e la stabilità che merita, ma la verità sul suo passato resta sepolta sotto montagne di burocrazia internazionale.
"Ho saputo di essere figlio adottivo all'età di sei anni", racconta Nicolai. "I miei genitori adottivi mi hanno sempre detto che, quando avessi voluto conoscere la mia famiglia biologica, mi avrebbero aiutato".
E infatti mantengono la promessa. Nel 2025, accompagnato dal padre adottivo, Nicolai torna in Bulgaria e incontra finalmente la sua famiglia biologica: genitori e cinque fratelli. Ma è qui che scopre la verità più sconvolgente.
"Mio fratello è vivo, lo sento"
"Mi hanno detto che avevo un gemello morto alla nascita", spiega Nicolai. "Ma mia madre non ha mai visto il corpo. Io sono convinto che sia ancora vivo, da qualche parte".
Una convinzione che non è solo emotiva, ma basata su fatti concreti: nessuna documentazione ufficiale della morte, nessun certificato, nessuna prova tangibile. Solo la parola di funzionari che, in quegli anni turbolenti post-comunisti, non brillavano certo per trasparenza.
Nicolai ha scritto un libro sulla sua esperienza, "Io e la mia adozione", e ora lancia un appello: "Chiedo a chiunque sappia qualcosa di aiutarmi a ritrovare mio fratello. Non smettete mai di fare domande, non crediate mai che la vostra storia sia un errore".
Un sistema che fa acqua da tutte le parti
Questa vicenda mette in luce le falle enormi del sistema internazionale delle adozioni, soprattutto quando coinvolge Paesi dell'Est Europa negli anni '90 e 2000. Troppo spesso bambini sono stati separati senza motivi validi, famiglie distrutte da burocrazie inefficienti o, peggio ancora, corrotte.
L'Italia, in questo caso, ha fatto la sua parte: ha accolto Nicolai, gli ha dato una famiglia e un futuro. Ma la verità sul fratello gemello resta un mistero che grida giustizia.
"Ogni vita, anche quella più spezzata, ha diritto alla verità", conclude Nicolai. Parole che dovrebbero far riflettere tutti coloro che, nelle istituzioni europee e internazionali, continuano a nascondere la verità dietro cavilli burocratici.