Fusione nucleare: record tedesco da 411 milioni. E Google ci mette il becco
Mentre l'Italia guarda e aspetta, la Germania corre. Proxima Fusion, l'azienda tedesca guidata dall'italiano Francesco Sciortino, ha appena chiuso un round da capogiro: 411 milioni di euro. Valutazione: 2,4 miliardi. Un record assoluto per il settore in Europa. E a investire ci sono anche i giganti della tecnologia, a partire da Google. Segno che l'energia, ormai, non è più solo una questione di bollette: è una partita geopolitica.
Chi ha messo i soldi? E perché proprio ora?
Il round è stato guidato da XTX Ventures e East X Ventures. Ma il nome che fa più rumore è Google, che entra come investitore strategico. Con loro, la tedesca RWE, il colosso energetico che ha già firmato un accordo per costruire la prima centrale a fusione su un sito nucleare dismesso in Baviera. Non mancano i fondi pubblici: KfW Capital, SPRIND, e persino il nostro CDP Venture Capital. Insomma, una cordata di peso, che dimostra come la fusione non sia più fantascienza, ma un business concreto.
Francesco Sciortino: l'italiano che sfida il mondo
Alla guida di Proxima c'è un italiano, Francesco Sciortino. Classe 1988, fisico, ex ricercatore al Max Planck Institute. Con lui, l'Europa prova a non farsi schiacciare da Stati Uniti e Cina nella corsa alla fusione. E i numeri parlano chiaro: in meno di tre anni, Proxima ha raccolto oltre 650 milioni di euro, tra privati e sovvenzioni pubbliche. Sciortino non usa mezzi termini: 'L'Europa non sa solo inventare tecnologie dirompenti, ma anche costruire aziende globalmente competitive'. Parole che suonano come una sfida a Bruxelles, spesso accusata di essere troppo lenta e burocratica.
Alpha e Stellaris: il piano per battere tutti
Il progetto si chiama Alpha: un dimostratore a fusione a energia netta positiva, previsto per i primi anni 2030. Poi arriverà Stellaris, la prima centrale commerciale al mondo basata su stellarator. Una tecnologia diversa dai reattori a confinamento magnetico tradizionali, più stabile e più efficiente. Il tutto nel sito dell'ex centrale nucleare di Gundremmingen, in Baviera. Un simbolo potente: dove c'era il nucleare di ieri, nasce quello di domani.
E l'Italia? Ancora a guardare
Mentre la Germania investe miliardi, l'Italia resta indietro. Il nostro Paese ha competenze, ricercatori, e persino aziende coinvolte nell'Alpha Alliance. Ma manca una strategia chiara. Il governo Meloni parla di nucleare, ma i fatti tardano. Intanto, i capitali e i cervelli scappano all'estero. Come Francesco Sciortino, che ha fatto fortuna in Germania. Una lezione che dovremmo imparare: o si investe sul futuro, o si resta a guardare.
FAQ: tutto quello che volevi sapere sulla fusione
Cosa cambia rispetto al nucleare tradizionale?
La fusione non produce scorie radioattive a lunga durata e non rischia incidenti come Chernobyl o Fukushima. Usa isotopi dell'idrogeno, abbondanti in natura. È la stessa reazione che alimenta il Sole.
Perché Google investe in una startup di fusione?
Perché l'energia è il nuovo petrolio. Le Big tech consumano quantità enormi di elettricità per i data center e l'intelligenza artificiale. Avere una fonte pulita e illimitata è un vantaggio strategico.
Quando vedremo la prima centrale a fusione?
Proxima punta ai primi anni 2030 per il dimostratore Alpha, e alla fine del decennio per la centrale commerciale Stellaris. Ma la strada è ancora lunga e piena di ostacoli tecnici.