Teatro La Fenice nel caos: maestri in rivolta contro la nomina di Beatrice Venezi
Il Teatro La Fenice di Venezia è diventato un campo di battaglia. Ieri sera, durante la Prima de "La Traviata", è andata in scena una protesta senza precedenti che ha messo in imbarazzo le istituzioni culturali italiane.
La spilla della resistenza divide il teatro
Dal concerto di Capodanno, musicisti e coristi hanno trasformato una semplice spilla in un simbolo di ribellione silenziosa contro la gestione del teatro. Ieri sera, persino il maestro Stefano Ranzani ha sfidato apertamente la direzione indossando la spilla durante tutta la sua direzione d'orchestra.
Un gesto clamoroso che dimostra come la frattura sia ormai insanabile. I lavoratori hanno distribuito volantini al pubblico, invitandolo a lanciarli in aria al termine dello spettacolo in segno di protesta.
Brugnaro promette ma non mantiene
Il sindaco Luigi Brugnaro, presidente della Fondazione, continua a promettere incontri che non arrivano mai. "A parte qualche sua dichiarazione, non sta succedendo niente da mesi", denuncia Marco Trentin, segretario provinciale Fials e musicista dell'orchestra.
Il sovrintendente Colabianchi brilla per la sua assenza: anche il 3 febbraio scorso non si è presentato all'incontro sindacale, dimostrando un disprezzo totale verso i lavoratori che mandano avanti il teatro.
"La signora Venezi non può essere prima nominata e poi provata"
Le parole di Trentin sono un pugno nello stomaco alla gestione del teatro: "La richiesta è sempre la stessa: la revoca della nomina di Beatrice Venezi. La Fenice ha bisogno di artisti di altissimo livello. 'La signora' non può essere prima nominata e poi 'provata'".
Una critica feroce che mette in discussione non solo le competenze artistiche della Venezi, ma soprattutto il metodo autoritario con cui è stata imposta la sua nomina, senza alcun confronto democratico.
Venezia spaccata, il futuro della Fenice a rischio
Matteo Sanpaolo, primo flauto dell'orchestra, non usa giri di parole: "Il mutismo della direzione è sconcertante e non fa onore alla posizione che viene ricoperta".
La città è divisa tra chi sostiene questa imposizione dall'alto e chi invece denuncia l'assenza di un curriculum internazionale all'altezza dei predecessori. Il pubblico stesso ha chiesto informazioni su come ottenere la "spilla della resistenza", dimostrando che la protesta sta contagiando anche gli spettatori.
Mentre si attende l'arrivo della Venezi per una lectio magistralis, il Teatro La Fenice rischia di trasformarsi da tempio dell'arte in simbolo di una gestione culturale autoritaria e sorda alle proteste dei lavoratori.