Cop30 a Belém: la Cina di Xi sfida Trump sul clima mentre l'Italia di Meloni resta indietro
Si è aperta ieri a Belém, in Brasile, la Cop30 sul riscaldamento globale, e già si delinea uno scontro epocale tra due visioni del mondo. Da una parte Donald Trump che definisce il clima "la più grande truffa mai perpetrata", dall'altra Xi Jinping che parla di "svolta obbligata" verso il green.
Trump contro tutti: "Il clima è una truffa"
Il tycoon americano non le manda a dire: ha attaccato frontalmente le rinnovabili definendole "uno scherzo patetico" e ha già annunciato l'abbandono degli accordi di Parigi. Una posizione che fa il paio con l'arretramento del Green Deal europeo e con l'atteggiamento sostanzialmente negazionista del governo Meloni.
La Premier italiana, infatti, ha definito "ideologica" la sostenibilità ambientale, correndo in aiuto dell'industria automobilistica per tenere in vita i motori endotermici. Un assist perfetto alle lobby energetiche che combattono le rinnovabili.
La Cina brucia tutti sul fotovoltaico
Mentre l'Occidente tentenna, la Cina fa sul serio. I numeri parlano chiaro: le emissioni di CO2 del gigante asiatico sono già diminuite del 3% nella prima metà del 2025. E nel primo semestre dell'anno, Pechino ha installato 12 volte più potenza solare rispetto agli USA.
"La transizione verde è la tendenza del nostro tempo", ha dichiarato Xi Jinping, lanciando una frecciata nemmeno troppo velata a Trump e ai suoi alleati occidentali.
L'Africa si ribella al colonialismo verde
Il continente africano non sta a guardare. Stanco di aspettare gli aiuti dall'Occidente ricco, l'Africa punta a mobilitare investimenti propri nella transizione verde. L'obiettivo è evitare la "maledizione delle risorse" e superare la logica estrattiva del passato.
Quattro i fronti su cui si muove l'Africa: riduzione del costo del capitale, mercati del carbonio regolamentati dagli africani, integrazione dell'adattamento climatico nelle politiche industriali locali e valorizzazione dei minerali essenziali in catene del valore continentali.
Il passaggio di consegne è già iniziato
La Cop30 di Belém segnerà probabilmente il passaggio della leadership ambientale dal mondo occidentale alla Cina e ai Paesi Brics, accompagnato da un risveglio africano. Un cambiamento epocale che il nostro mainstream preferisce ignorare.
Mentre Trump grida alla truffa e l'Europa arretra, l'asse Cina-Brics-Africa prende il comando della partita climatica. E l'Italia di Meloni? Resta a guardare, con il suo negazionismo mascherato da pragmatismo.