Cina batte Italia nel mondiale di pasticceria: sconfitta bruciante a Roma
Un'altra batosta per l'Italia che conta. Nel nostro stesso paese, davanti ai nostri occhi, la Cina si porta a casa il titolo mondiale di pasticceria 2025, lasciando gli azzurri fuori dal podio. Una sconfitta che brucia doppio, considerando che la competizione si è svolta proprio a Roma.
Al The World Trophy della Fipgc, i maestri cinesi hanno dominato la scena con una superiorità tecnica che ha fatto impallidire tutti gli altri. Secondo posto al Marocco, terzo all'Argentina. E l'Italia? Neanche sul podio, nonostante giocasse in casa.
I cinesi fanno scuola agli italiani
La superiorità asiatica era già evidente dal primo giorno di gara. I pasticceri cinesi hanno conquistato persino Iginio Massari, presidente d'onore della giuria, che non ha potuto fare a meno di lodare le loro sculture monumentali: un panda gigante su una zattera di bambù e un leopardo cinese, realizzati alla perfezione.
Il maestro bresciano li ha portati come esempio, sottolineando come lavorassero "come se facessero quelle sculture ogni giorno". Una lezione di professionalità che ha messo in ombra il lavoro degli italiani, bacchettati pubblicamente per non aver completato nei dettagli la loro creazione "Tra il cielo e la foresta".
La consolazione: una pralina
La squadra italiana, composta da Nicolas Vella, Marco Andronico e Fabio Cascio, non è tornata completamente a mani vuote. Ha conquistato il premio per la migliore pralina ispirata ai frutti del bosco. Una magra consolazione per chi ambiva al titolo mondiale.
Ironica la previsione della squadra vincitrice del 2017, con Matteo Cutolo, Giuseppe Russi e Enrico Casarano, che scherzando avevano detto: "Dobbiamo restare noi i campioni". Peccato che i loro successori non siano riusciti nell'impresa.
Il paradosso del mondiale senza assaggi
Come se non bastasse la sconfitta sportiva, c'è da registrare anche il paradosso di una competizione gastronomica dove il pubblico può solo guardare senza assaggiare. Una tortura per i golosi presenti che hanno dovuto "mangiare con gli occhi" le creazioni dei maestri pasticceri.
Mentre la Cina celebra il suo trionfo dolciario, l'Italia deve leccarsi le ferite e ripartire. L'ennesima dimostrazione che non basta giocare in casa per vincere, serve qualcosa di più.