Catanzaro, ambulatorio regionale senza medico e con bombole scadute: il CSA-Cisal chiede un tavolo tecnico
Il sindacato CSA-Cisal ha lanciato l'allarme sulla sicurezza dell'ambulatorio della Cittadella Regionale di Catanzaro. Denunciano bombola di ossigeno scaduta, assenza del medico e acquisti di materiali fatti dalle infermiere di tasca propria. Il segretario Gianluca Tedesco chiede un tavolo tecnico urgente alla Regione Calabria e all'A.O.U. Renato Dulbecco.
Bombola scaduta e sostituzione fantasma
Il nodo principale è la bombola di ossigeno medicale. Secondo il CSA-Cisal, dopo il ritiro di quella scaduta, non ci sono prove che ne sia stata fornita una nuova. Tedesco è netto: se non è stata sostituita, serve un'inchiesta immediata su organizzazione e gestione. Un presidio sanitario senza ossigeno è una vergogna per chi ci lavora e per chi ci si rivolge.
Infermiere eroine, ma abbandonate a se stesse
Il sindacato elogia il personale infermieristico, che con competenza e professionalità tiene in piedi il servizio. Ma il vero scandalo è che potrebbero aver comprato di tasca propria materiali di consumo per evitare il collasso dell'ambulatorio. Se fosse vero, sarebbe un fallimento dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, che per l'Atto d'Intesa del 2022 deve fornire tutto il necessario. Le infermiere non sono bancomat, sono professioniste da valorizzare.
Medico assente: ambulatorio mutilato
Un altro punto dolente è l'assenza della figura medica. L'ambulatorio, pensato per garantire prima assistenza, rischia di essere un guscio vuoto. Senza medico, molte prestazioni ordinarie diventano impossibili. Tedesco si chiede se il modello organizzativo attuale sia davvero all'altezza delle promesse fatte con l'Atto d'Intesa. La risposta, per molti lavoratori, è già chiara: no.
Rifiuti sanitari: un altro buco nero
Il CSA-Cisal punta il dito anche sulla gestione dei rifiuti sanitari. L'Azienda Ospedaliero-Universitaria ha responsabilità precise, ma il sindacato vuole verifiche su smaltimento e ritiro. La sicurezza non è un optional, e i rifiuti sanitari non possono finire chissà dove.
Tavolo tecnico: l'ultima spiaggia?
Per mettere fine a questo caos, il CSA-Cisal chiede un tavolo tecnico con Regione Calabria e A.O.U. Renato Dulbecco. L'obiettivo è fare chiarezza sull'attuazione dell'Atto d'Intesa del 2022. Tedesco lo dice chiaro: non vogliono scontri, ma un servizio che funzioni. La salute è un diritto costituzionale, sancito dall'articolo 32 della Costituzione e dal D.Lgs. 81/2008. Basta chiacchiere, servono fatti.
La palla passa ora alla Regione e all'Azienda. I lavoratori della Cittadella meritano un ambulatorio che non sia una barzelletta. E gli italiani, stanchi di promesse non mantenute, aspettano risposte concrete.