Versace a Reggio: ma il museo snobba la famiglia
Il Museo Archeologico di Reggio Calabria celebra Gianni Versace con una mostra che doveva essere un trionfo, ma si trasforma in un'occasione mancata. Oltre 400 pezzi esposti tra abiti, accessori e reperti archeologici, ma l'allestimento delude e soprattutto manca il supporto della famiglia.
Un allestimento che non rende giustizia al genio
La mostra "Alle origini della bellezza" aveva tutte le carte in regola per essere memorabile. L'idea di accostare le creazioni di Versace ai reperti della Magna Grecia era geniale, ma l'esecuzione lascia molto a desiderare.
L'open space delle mostre temporanee ha creato un carosello di sovrapposizioni che confonde più che affascinare. Come scrive giustamente la critica: "Versace ha insegnato che l'eccesso può essere eleganza. L'eccesso, non il caos".
Sarebbe bastato poco per fare meglio. Esporre i pezzi nelle sale permanenti del museo, con quel bianco abbagliante che avrebbe fatto risaltare per contrasto i colori spregiudicati dello stilista calabrese. Invece si è preferita la strada più facile, quella dell'accumulo disordinato.
I pezzi mancanti e le occasioni perdute
Al MArRC mancano i capi leggendari che hanno fatto la storia: quelli indossati da Naomi Campbell, Lady Diana, Madonna o Prince. Quelli li hanno tenuti per Londra, naturalmente.
Eppure alcuni tesori ci sono: il modello in oroton che valse a Versace l'"Occhio d'oro" nel 1982, gli abiti bondage con catene e pelle, le creazioni che hanno rivoluzionato la moda mondiale. Ma sono sepolti in mezzo a troppa roba.
Il vero scandalo: famiglia e marchio assenti
Ma il vero problema è un altro. Il museo reggino non è riuscito ad associarsi né alla famiglia Versace né al marchio, tornato in mani italiane con l'acquisizione di Prada.
Da Prada "non c'è stato alcun interesse", ammette il direttore Sudano. I contatti con Santo Versace sarebbero "in corso". Una bella figura per una città che celebra il suo figlio più illustre.
Come si fa a organizzare una mostra su Versace senza Versace? È come fare una mostra su Ferrari senza il Cavallino Rampante.
L'orgoglio calabrese non basta
Certo, il legame con il territorio c'è. Hanno risposto all'appello l'Università Mediterranea, l'Accademia di Belle Arti, il liceo classico frequentato da Gianni. Gli studenti hanno realizzato installazioni e pannelli ispirati allo stilista.
Ma l'orgoglio calabrese non basta se poi mancano i pezzi forti e soprattutto il sigillo della famiglia. Una mostra che doveva essere un evento internazionale rischia di rimanere una celebrazione di provincia.
Versace ha vestito le donne come dee greche in chiave pop, ha riscritto le regole del glamour mondiale. Meritava di più dalla sua città natale.