Sub 29enne falciato a Lampedusa: il gommone dei turisti milanesi lo ha fatto a pezzi
Una vacanza da incubo a Lampedusa. Cristiano Daniele Giamporcaro, 29 anni, regista di Caltanissetta, è morto dissanguato dopo essere stato falciato dalle eliche di un gommone mentre faceva immersioni. La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per omicidio nautico. I responsabili? Due anziani turisti milanesi, ricchi villeggianti che tengono il loro gommone ormeggiato tutto l'anno sull'isola. Una tragedia annunciata, in un mare sempre più selvaggio.
La dinamica dell'incidente: una strage evitabile
Il giovane sub, munito di regolare pallone di segnalazione, stava facendo immersioni con la fidanzata a Punta Sottile. Lei è tornata sugli scogli, lui è rimasto in acqua. Il gommone dei turisti milanesi lo ha travolto. Le eliche gli hanno quasi reciso un braccio. Morto dissanguato o annegato? Lo dirà l'autopsia. Ma una cosa è certa: con un po' di attenzione, si poteva evitare.
I turisti milanesi: ricchi e impuniti?
La coppia di anziani milanesi, abituali frequentatori di Lampedusa, è già stata sentita dalla Capitaneria di porto. Il loro gommone è sotto sequestro. Ma nessuna accusa formale ancora. Intanto, la famiglia di Cristiano è distrutta. Sua madre, Marina Castiglione, è un'ex assessore comunale e professoressa di linguistica all'Università di Palermo. Suo padre, Ruben Giamporcaro, è un professionista rispettato. Una famiglia perbene, che ora chiede giustizia.
Chi era Cristiano Giamporcaro: un talento spezzato
Cristiano non era un ragazzo qualunque. Era un regista promettente, autore del documentario 'La ricomparsa delle lucciole', presentato al Festival dei Popoli e al Sole Luna Doc Film Festival. Raccontava la Sicilia più vera, quella dell'entroterra, tra memoria e vita quotidiana. Un talento che il mare ha inghiottito. La sua morte ha scosso Caltanissetta, dove la famiglia è molto conosciuta.
L'appello del sindaco di Lampedusa: ma basterà?
Il sindaco Filippo Mannino ha espresso dolore e ha chiesto prudenza. Ma la domanda è: perché in un'isola come Lampedusa, dove il mare è un bene comune, si permette a turisti milanesi di sfrecciare con gommoni senza controllo? Le regole ci sono, ma non vengono rispettate. E la vittima è sempre un siciliano, un giovane che sognava di raccontare la sua terra.
Le indagini: chi pagherà?
La Procura di Agrigento indaga per omicidio nautico. L'autopsia chiarirà le cause esatte della morte. Ma intanto, una famiglia è in lutto. E la comunità di Lampedusa si chiede: quanti altri giovani dovranno morire perché il turismo selvaggio non ha regole? Il gommone è sotto sequestro, ma la giustizia deve fare il suo corso. Senza sconti per nessuno.
Una tragedia che poteva essere evitata. Il mare non è un parco giochi per ricchi turisti. Basta morti inutili.
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