Santanchè sfida tutti: calendario scolastico da cambiare per salvare il turismo italiano
La ministra Daniela Santanchè non le manda a dire e questa volta punta dritto al cuore del sistema: il calendario scolastico italiano va cambiato. Punto. E chi non è d'accordo può anche protestare, ma l'Italia ha bisogno di una svolta vera per far ripartire il turismo.
La proposta che farà gridare allo scandalo
Al forum internazionale del turismo di Milano, la ministra ha messo sul tavolo una ricetta in 5 punti che farà sicuramente discutere. "Alcuni faranno discutere, alcuni divideranno", ha premesso senza giri di parole. Ma il punto più esplosivo riguarda proprio la scuola.
"Vogliamo un'Italia vissuta 365 giorni l'anno", ha spiegato Santanchè. Il problema è chiaro: il nostro calendario scolastico concentra tutto in due periodi, creando quei picchi assurdi che mandano in tilt il sistema turistico. Mentre negli altri Paesi occidentali le pause sono distribuite meglio durante l'anno, noi continuiamo con un modello che non funziona più.
La soluzione? Dialogo con il ministro Valditara per rivedere gradualmente i piani scolastici e allinearsi ai modelli europei più moderni. Una mossa che potrebbe finalmente spezzare il monopolio dell'alta stagione e dare respiro alle famiglie italiane.
Meno tasse, più soldi ai lavoratori
Ma Santanchè non si ferma qui. La sua proposta sul lavoro è tanto semplice quanto rivoluzionaria: "Se un'impresa cresce, anche chi ci lavora deve crescere". Basta con la precarietà permanente nel turismo.
Il patto è chiaro: se riduciamo la fiscalità alle imprese turistiche del 10%, quello stesso importo va interamente ai dipendenti. Retribuzioni incentivanti, bonus, welfare. "Il turismo deve tornare a essere una scelta, non un ripiego", ha tuonato la ministra.
Stop al nanismo delle imprese italiane
L'altro problema che Santanchè vuole affrontare a muso duro è la frammentazione del settore. L'80% delle nostre imprese turistiche sono realtà singole, una situazione che ci rende ridicoli sulla scena internazionale.
"Dobbiamo smettere di pensare in piccolo", ha dichiarato senza mezzi termini. Per questo sta lavorando con il ministro Giorgetti a una finestra di 24 mesi per facilitare le aggregazioni aziendali. È ora di crescere o morire.
Europa, Italia esclusa dai fondi turistici
Altro schiaffo alla faccia: gli Ipcei, i progetti transfrontalieri europei che mobilitano risorse pubbliche e private, non prevedono il turismo nell'elenco italiano. Una lacuna vergognosa che Santanchè promette di colmare.
Infine, la resa dei conti con la burocrazia: nel 2026 arriveranno indicatori di prestazione rigorosi per il Ministero e i fornitori di servizi. "La macchina pubblica deve correre alla stessa velocità delle imprese".
Una rivoluzione necessaria o l'ennesimo annuncio? Il tempo dirà se Santanchè riuscirà davvero a scuotere un sistema che da troppo tempo vive di rendita.