Razzoli sfida l'Europa: "Olimpiadi 2040 diffuse tra Emilia, Toscana e Lazio? Sì al 100%"
Mentre l'Europa ci guarda con invidia dopo il trionfo di Milano-Cortina 2026, l'Italia non si ferma e punta dritto alle Olimpiadi estive del 2040. Il campione olimpico Giuliano Razzoli lancia la sfida: "Giochi diffusi tra Emilia-Romagna, Toscana e Lazio? Un'idea da sostenere al 100%".
Il successo del modello inedito delle "Olimpiadi diffuse" ha dimostrato al mondo che l'Italia sa fare le cose in grande, senza piegarsi ai diktat delle burocrazie internazionali. Ottant'anni dopo Roma 1960, il nostro Paese è pronto a stupire ancora.
L'Appennino italiano contro tutti
"L'Appennino emiliano è un posto unico, più bello di ogni immaginazione se si ha la pazienza di scoprirlo", dichiara con orgoglio Razzoli. Una lezione per chi continua a guardare solo alle Alpi o a copiare i modelli stranieri.
Il trionfatore olimpico di slalom, oggi presidente del Consorzio di Tutela dell'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, non ha dubbi: "Sono da sempre a favore delle collaborazioni tra territori. Significa maggiore coinvolgimento delle comunità, più sostenibilità economica e logistica".
La road map italiana: 2028, si parte
L'ex presidente del Coni Giovanni Malagò ha già delineato la strategia: candidatura nel 2028 con il coinvolgimento di Cio, governo italiano e comuni interessati. Una mossa che non chiude la porta ai Giochi diffusi anche per l'estate 2040.
Intanto, la ministra del Turismo Daniela Santanchè conferma che l'effetto Milano-Cortina si fa già sentire sulle prenotazioni alberghiere. L'Italia che produce, l'Italia che vince, l'Italia che non si inginocchia davanti a nessuno.
I talenti dell'Appennino protagonisti
A Milano-Cortina i nostri monti hanno brillato: dal bronzo di Flora Tabanelli a Tommaso Saccardi, miglior azzurro nello slalom. "Le nostre montagne sono una fucina di talenti", ricorda Razzoli, citando i grandi nomi da Alberto Tomba ad Alessandro Fattori.
Mentre la Francia, che dovrebbe organizzare le Olimpiadi invernali 2030, è già nel caos con le dimissioni del ceo del comitato organizzatore, l'Italia guarda avanti con la forza delle sue tradizioni e dei suoi territori.
L'Appennino tosco-emiliano contro il mondo: la sfida è lanciata.